Omar Confalonieri in un fotogramma dal Tg3, 9 novembre 2021
Omar Confalonieri in un fotogramma dal Tg3, 9 novembre 2021
Milano, 10 novembre 2021 - La lista dei casi sospetti si allunga. E l’identikit di Omar Confalonieri sembra somigliare sempre più a quello di un predatore seriale, totalmente incapace di controllare i suoi impulsi e con una conclamata dipendenza dalla cocaina a renderlo ancor più pericoloso. Arrestato venerdì dai carabinieri per aver narcotizzato e sequestrato il 2 ottobre due coniugi conosciuti la settimana precedente e aver violentato la donna per più di sei ore, l’agente immobiliare di 48 anni con ufficio in via Montenapoleone è stato già accusato negli ultimi giorni da altre...

Milano, 10 novembre 2021 - La lista dei casi sospetti si allunga. E l’identikit di Omar Confalonieri sembra somigliare sempre più a quello di un predatore seriale, totalmente incapace di controllare i suoi impulsi e con una conclamata dipendenza dalla cocaina a renderlo ancor più pericoloso. Arrestato venerdì dai carabinieri per aver narcotizzato e sequestrato il 2 ottobre due coniugi conosciuti la settimana precedente e aver violentato la donna per più di sei ore, l’agente immobiliare di 48 anni con ufficio in via Montenapoleone è stato già accusato negli ultimi giorni da altre due donne che si sono rivolte agli investigatori della Compagnia di Corsico e del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dall’aggiunto Maria Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo. Non basta.

Ora rispunta pure la storia di una ragazza che tempo fa aveva denunciato alla Procura di Bergamo di essere stata drogata e abusata da Confalonieri; l’indagine era stata archiviata, ma adesso gli inquirenti meneghini hanno chiesto gli atti ai colleghi per ulteriori approfondimenti. Senza dimenticare la condanna del 2008 per un caso identico e la testimonianza di una donna, che, dopo la perquisizione dell’8 ottobre a casa dell’uomo, si è rivolta ai militari per riferire che quattro anni prima la figlia le aveva raccontato di essersi sentita male dopo aver bevuto una tisana nell’appartamento del quarantottenne e di ricordare solo "che le era stato fatto provare un vestitino e che lui le aveva accarezzato il piede". Una dinamica sinistramente simile a quella ripresa dalle telecamere installate nell’abitazione della coppia stordita con benzodiazepine il 2 ottobre. Proprio dall’analisi dei filmati e dalle testimonianze seppur confuse delle vittime sono emersi dettagli choc su quel pomeriggio. Nei frame si vede la donna accasciata su una poltrona in stato di semi-incoscienza, totalmente in balìa di Confalonieri. I ricordi sono tutt’altro che nitidi, ma sia lei che il marito hanno raccontato di aver avuto subito il sospetto che ci fosse qualcosa che non andava: "Appariva strano, sudato, alterato, con i vestiti fuori posto e la camicia aperta sul torace", il primo flash di mezzogiorno, quando l’uomo sale sulla macchina dei due riponendo nel bagagliaio "una borsa nera visibilmente rigonfia e una colma di vestiti usati che asseriva essere destinati alla nipote".

I tre dovrebbero parlare delle informazioni che Confalonieri sostiene di aver reperito sulle agevolazioni fiscali legate all’acquisto di un box, ma la coppia taglia corto dopo l’ennesima stranezza nel locale dell’aperitivo: lì l’agente immobiliare sparisce per 15 minuti, salvo poi tornare al tavolo portando due bicchieri semivuoti di Spritz (già "corretti" con il Lormetazepan) e scatenando l’ira del barman. In quel momento, i due decidono di liquidare l’uomo e di tornarsene a casa per preparare da mangiare alla figlia. Troppo tardi: il farmaco sciolto nel drink sta già facendo effetto.