Chiara Manzi è nutrizionista e fondatrice dell’Accademia europea di nutrizione
Chiara Manzi è nutrizionista e fondatrice dell’Accademia europea di nutrizione
Sempre più italiani – statistiche alla mano – decidono di convertirsi alla dieta vegana, regime alimentare che esclude dalla preparazione dei piatti tutte le sostanze di origine animale. Un trend in crescita in tempi che reclamano una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente e della propria salute. Ma vegano è sempre sinonimo di sano? Secondo la nutrizionista Chiara Manzi, un eccesso di sale, zucchero, additivi e grassi caratterizza alcuni dei prodotti pronti vegan che affollano gli scaffali dei supermercati. Ingredienti aggiunti per stabilizzare la composizione degli alimenti e conferire gusto ai cibi. Dottoressa, ci sono...

Sempre più italiani – statistiche alla mano – decidono di convertirsi alla dieta vegana, regime alimentare che esclude dalla preparazione dei piatti tutte le sostanze di origine animale. Un trend in crescita in tempi che reclamano una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente e della propria salute. Ma vegano è sempre sinonimo di sano? Secondo la nutrizionista Chiara Manzi, un eccesso di sale, zucchero, additivi e grassi caratterizza alcuni dei prodotti pronti vegan che affollano gli scaffali dei supermercati. Ingredienti aggiunti per stabilizzare la composizione degli alimenti e conferire gusto ai cibi.

Dottoressa, ci sono dei rischi?

"Bisogna porre molta attenzione durante l’acquisto. Certi hamburger, formaggi, le panne, salse e salumi vegani risultano più grassi e salati dei corrispettivi tradizionali. E possono quindi nuocere, in particolare a chi deve limitare nella dieta il quantitativo di questi elementi. Leggere bene l’etichetta, controllando dosi e ingredienti, è una buona regola, per evitare che una scelta basata su motivazioni salutistiche e di salvaguardia ambientale, non diventi un boomerang. Sì alla sostenibilità, ma il primo atto sostenibile riguarda la salute delle persone".

La carenza di vitamina B12 è tra i possibili ’effetti collaterali’ di un’alimentazione vegana.

"Indubbiamente, perché la vitamina B12 è presente, in forma biodisponibile, solo nei cibi di origine animale. La credenza che le alghe siano una fonte alternativa è falsa. Queste contengono sostanze analoghe alla B12, ma biologicamente inattive per l’organismo oppure in quantità non sufficienti. È quindi fondamentale provvedere all’integrazione, soprattutto dopo i 60 anni".

A cosa è bene prestare attenzione quando si consuma latte di origine vegetale?

"Il latte derivato dal riso, dall’avena o dalla soia è una valida alternativa anche per chi soffre di intolleranze purché non contenga zucchero o additivi, la cui presenza potrebbe rendere le bevande vegetali molto più caloriche rispetto a un latte trdizionale parzialmente scremato. Verificare attentamente gli ingredienti indicati sulla confezione permette di evitare un surplus di questi elementi e bere in tutta tranquillità. Occhio anche alla presenza di sale e coloranti".

Stesse precauzioni anche per la panna?

"Capita spesso sentire persone che raccontano di non comprare più la panna prodotta dal latte vaccino perché ’fa male’ e dirottano su alternative vegan, pensando siano più salutari. Sottovalutano che le panne vegane potrebbero essere più ricche di grassi saturi rispetto alle tradizionali.

Altro paradosso riguarda frutta e verdura.

"Un’indagine condotta dall’Università di Parma ha incredibilmente dimostrato chi segue una dieta vegana spesso non consuma la quantità sufficiente di frutta e verdura e si nutre con troppi grassi e dolci. Una contraddizione che deriva dalla tendenza a privilegiare i prodotti pronti, senza adottare gli opportuni controlli sulla composizione".

Qual è in definitiva il regime alimentare più bilanciato?

"Senza alcun dubbio la dieta mediterranea che prevede il giusto apporto di sostanza nutritive e le famose cinque porzioni al giorno di frutta e verdura. Un mix che salvaguarda la nostra salute".