di Paolo Franci Non poteva che pagare a carissimo prezzo l’incrocio con il maledetto virus. Eppure la Signora della Tradizione, uno dei simboli del rito natalizio e protagonista di una fortunata pioggia di milioni da Nord a Sud, ha provato a resistere. Lo ha fatto decuplicando le vendite online ma consapevole di non poter tenere botta. D’altra parte, con il mondo chiuso a chiave a doppia mandata e ristretto tra le sfumature del giallo, arancio e rosso, anche lei, la Lotteria Italia, non...

di Paolo Franci

Non poteva che pagare a carissimo prezzo l’incrocio con il maledetto virus. Eppure la Signora della Tradizione, uno dei simboli del rito natalizio e protagonista di una fortunata pioggia di milioni da Nord a Sud, ha provato a resistere. Lo ha fatto decuplicando le vendite online ma consapevole di non poter tenere botta. D’altra parte, con il mondo chiuso a chiave a doppia mandata e ristretto tra le sfumature del giallo, arancio e rosso, anche lei, la Lotteria Italia, non poteva che chinare il capo. I numeri sono lo specchio del lockdown, dell’impossibilità di circolare tra province e regioni, accendendo la fantasia di chi vuol essere milionario – o semplicemente liberarsi delle rate dell’auto – in uno dei luoghi sacri ai ’lotteristi’, gli Autogrill, laddove tradizionalmente si consumava il rito dell’acquisto di un biglietto, assai spesso toccato dalla magia. Il divieto di spostamenti è una delle cause principali del calo della Lotteria Italia, per effetto della quasi desertificazione di stazioni, aeroporti, autogrill, appunto, luoghi tradizionalmente cari a chi compra il prezioso tagliando.

E così, sono stati venduti 2 milioni di biglietti in meno (-31%) rispetto allo scorso anno per uno score definitivo di 4,6 milioni di tagliandi che hanno prodotto 23 milioni di euro e un ’buco’ erariale pari a 10 milioni rispetto alla scorsa edizione. Il montepremi totale è sceso di quasi 4 milioni: nella passata edizione, i biglietti vincenti furono 205, mentre in questa sono 130, tra premi top, i venticinque di seconda categoria da 50mila euro e i cento di terza da 25mila. E siamo di fronte al dato peggiore degli ultimi quarant’anni, ben lontano dai successi degli anni Ottanta-Novanta, quando le vendite superavano i 30 milioni e la Lotteria Italia era la regina incontrastata del rito milionario della Befana.

La top three delle vendite conferma ancora una volta la leadership del Lazio regione nella quale, come riporta Agipronews, sono stati venduti 837.380 tagliandi (circa il 18% del totale). Segue la Lombardia a quota 763mila (-33,4%) e poi L’Emilia-Romagna, con 390mila tagliandi staccati (-39,7%). La Lotteria Italia altro non è che la cartina tornasole della grave crisi che ha colpito l’industria del gioco legale. Anche la Signora della Tradizione mostra le cicatrici dei cinque mesi di chiusura del settore del gioco – in particolare agenzie di scommesse, sale slot, Bingo – che si è tradotto in un’emorragia erariale pari a 4 miliardi di euro.