Mario Draghi, 74 anni compiuti oggi, è presidente del Consiglio dal 13 febbraio di quest’anno
Mario Draghi, 74 anni compiuti oggi, è presidente del Consiglio dal 13 febbraio di quest’anno
di Antonella Coppari L’obbligo vaccinale, Ema permettendo, arriverà senza dubbio come la terza dose. E l’utilizzo del Green pass sarà sicuramente esteso. In decenni di incontri con la stampa a Palazzo Chigi, non c’erano mai state risposte così chiare e concise ma Draghi ha fatto della campagna di immunizzazione di massa il suo obiettivo prioritario: ora è al 70%, a fine settembre si punta a coprire l’80-85% della popolazione. Gli basta dunque ripetere tre volte lo stesso monosillabo per chiarire il quadro: "Sì e sì", risponde secco a chi gli chiede "se l’agenzia europea e l’agenzia italiana per i medicinali daranno l’okay, dunque il vaccino non sarà considerato più farmaco emergenziale, si arriverà all’obbligo vaccinale e alla terza dose?". Più...

di Antonella Coppari

L’obbligo vaccinale, Ema permettendo, arriverà senza dubbio come la terza dose. E l’utilizzo del Green pass sarà sicuramente esteso. In decenni di incontri con la stampa a Palazzo Chigi, non c’erano mai state risposte così chiare e concise ma Draghi ha fatto della campagna di immunizzazione di massa il suo obiettivo prioritario: ora è al 70%, a fine settembre si punta a coprire l’80-85% della popolazione. Gli basta dunque ripetere tre volte lo stesso monosillabo per chiarire il quadro: "Sì e sì", risponde secco a chi gli chiede "se l’agenzia europea e l’agenzia italiana per i medicinali daranno l’okay, dunque il vaccino non sarà considerato più farmaco emergenziale, si arriverà all’obbligo vaccinale e alla terza dose?". Più cauto sull’obbligatorietà il ministro Speranza: "È già disposta per il personale sanitario e quindi la sua estensione è una possibilità a disposizione del Parlamento". Ma la parola definitiva è quella del premier. Restano da definire i tempi. Tutto dipenderà da quanto ci metteranno Ema ed Aifa a esprimersi: fare una legge ad hoc non è un problema. Ove fosse necessario per dare un’ulteriore spinta alla campagna, potrebbe arrivare entro un mese. Per la terza dose, invece, il dado è tratto. Si inizia a fine settembre con i soggetti più fragili come gli immunodepressi, si passa poi alle fasce d’età più rischio e alle prime categorie a essere vaccinate: medici e infermieri.

Altrettanto drastico e tassativo, il presidente del Consiglio, sul tema più incandescente della scena politica: l’estensione dell’obbligatorietà del Green pass, che la Camera ha stabilito ieri sia valido un anno. "Sì", certo che verrà esteso. La cabina di regia invocata da Salvini "ci sarà", annuncia senza attendere domande, ma dovrà discutere solo dei modi e dei tempi dell’allargamento sul quale la decisione è definitivamente presa. "Dobbiamo decidere tante cose, a chi estenderlo e quanto svelti", dice. È chiaro che prima si monitorerà la scuola, banco di prova del passaporto sanitario: il Tar che riconosce la legittimità della sospensione dei prof senza passaporto vaccinale è un grande assist. Nel frattempo a Chigi si gettano le basi di una road map che potrebbe partire a fine settembre dai dipendenti pubblici. Per metà di loro – circa due milioni – c’è già l’obbligo: si tratta di chi opera nel settore della sanità e della scuola. Per quel milione e mezzo di persone impiegate nei ministeri e nelle amministrazioni locali – regioni, province, comuni – l’obbligo potrebbe anche essere inserito nel decreto varato il 6 agosto che arriverà alla Camera la prossima settimana. Fatto questo passo, toccherà al settore del lavoro privato, previo naturalmente accordo con le parti sociali: commercio, piccole imprese, artigianato e grandi imprese. In parallelo si aprirà il discorso per lo sport e verranno coinvolti Coni e Federazioni.

Come sempre, Draghi punta sul pragmatismo. Sfugge ad ogni polemica politica, solo con i No vax usa toni furibondi condannando "la violenza particolarmente odiosa e vigliacca quando fatta nei confronti di chi fa informazione e di chi è in prima linea a combattere la pandemia". Per il resto sdrammatizza. Se non nega le tensioni, assicura che non mettono in pericolo il governo in cui tutti i ministri vanno d’accordo e va avanti, "non vedo né la fine né il disastro". Ma la linea è chiarissima: dalla strada imboccata con il Green pass non si torna indietro, ma anzi bisogna accelerare. Nei fatti è una chiusura senza spiragli per tutte le richieste della Lega. Anche per quella dei tamponi gratuiti, di cui il premier non parla perché nessuno glielo domanda. Ci pensano le fonti di Chigi a spiegare. "Non si può fare perché disincentiverebbe la vaccinazione". Sarebbe pertanto in contraddizione piena con la sua strategia.