Olaf Scholz, 63 anni, festeggia la vittoria nelle elezioni per il Bundestag tedesco
Olaf Scholz, 63 anni, festeggia la vittoria nelle elezioni per il Bundestag tedesco
di Roberto Giardina Armin Laschet spera ancora di diventare Cancelliere, anche se è arrivato secondo, ma forse non riuscirà a restare presidente della Cdu. Tutta colpa sua la disfatta? Ha sprecato l’eredità di Frau Merkel, i cristianodemocatici hanno perduto tre milioni di voti rispetto al 2017. Se si guarda una carta geografica della Germania con i colori dei partiti, rimane solo una macchia nera al sud, per indicare la CduCsu. L´Unione non ha roccaforti nel resto del paese, non è più un grande partito. Ma anche i...

di Roberto Giardina

Armin Laschet spera ancora di diventare Cancelliere, anche se è arrivato secondo, ma forse non riuscirà a restare presidente della Cdu. Tutta colpa sua la disfatta? Ha sprecato l’eredità di Frau Merkel, i cristianodemocatici hanno perduto tre milioni di voti rispetto al 2017. Se si guarda una carta geografica della Germania con i colori dei partiti, rimane solo una macchia nera al sud, per indicare la CduCsu. L´Unione non ha roccaforti nel resto del paese, non è più un grande partito.

Ma anche i socialdemocratici sono lontani, e da più anni, da quel trenta per cento che dovrebbe ottenere un partito popolare. Vale la pena, per la Cdu, di forzare il gioco e di vincere grazie all’alleanza con liberali e verdi? Solo una volta, nel 1969, divenne Cancelliere Willy Brandt con il 42,7 contro il cristianodemocratico Kurt Georg Kiesinger con 46,1, grazie ai liberali che cambiarono a sorpresa alleato.

Ma il paragone non regge. Laschet resterebbe un Cancelliere debole, e la prova di forza finirebbe per aggravare la crisi del suo partito.

"E’ Olaf Scholz che al momento ha più chance per la nomina a Cancelliere", riconosce Markus Söder, il leader della Csu, che si presenta solo in Baviera, e si è congratulato con il vincitore ai punti, cosa che Laschet non ha ancora fatto. Scholz rimane attendista, non si muove, lasciando che intanto si mettano d´accordo tra loro liberali e verdi.

La resa dei conti arriva anche per Annalena Baerbock. I Grünen hanno ottenuto il risultato migliore di tutti i tempi, ma hanno perso la grande opportunità di conquistare la Cancelleria, come era possibile in primavera. Poi Annalena ha compiuto una serie errori che hanno rivelato la sua incapacità a guidare il paese.

E’ stata sconfitta da Olaf Scholz anche nel collegio in cui si presentavano entrambi a Potsdam, alle porte di Berlino. E i compagni le danno la colpa della mancata conquista della capitale. La leader verde è stata battuta dalla socialdemocratica Franziska Giffey. Come leader del secondo partito nella coalizione avrebbe diritto al ruolo di vice Cancelliere, ma dovrà rinunciare a favore del partner al vertice Robert Habeck.

"Annalena ha avuto la sua chance", si limita a dichiarare il compagno. Le ha dovuto cedere il ruolo di sfidante solo perché era una donna, una scelta fatale imposta dalla base. E Annalena non diventerà neanche ministro degli Esteri come sperava. La sua carriera sembra finire, o almeno bloccarsi, con il voto di domenica. Nel governo nessuna donna avrà un ruolo di primo piano.

"Ce ne dovremo fare una ragione", commenta il pragmatico Habeck. E nel nuovo Bundestag, non aumenta la presenza femminile. Le deputate sono un terzo come in passato, 255 su 709.