L’Accademia della Crusca ‘bacchetta’ l’app IO, ideata per collegare l’identità digitale degli italiani (Spid) ai servizi della Pubblica amministrazione, realizzata da Pago Pa, per il linguaggio e gli acronimi usati. In particolare la Crusca boccia l’eccessivo utilizzo di neologismi, forestierismi e acronimi. "Un’applicazione che nasce in ambito governativo non può affidare al gergo degli informatici la scelta del linguaggio con cui parlare al pubblico" né

"il rapido consumo della Rete" giustifica "il disinteresse per la forma"