Mercati più attenti agli sviluppi politici negli Stati Uniti, specie ai pacchetti di stimolo per l’economia, che a quanto succede nei palazzi italiani. Ma da Piazza Affari e soprattutto dai titoli di Stato vengono i primi segnali di tensione: la Borsa di Milano, anche se in calo modesto, è stata la peggiore in Europa mentre lo spread con la Germania è tornato...

Mercati più attenti agli sviluppi politici negli Stati Uniti, specie ai pacchetti di stimolo per l’economia, che a quanto succede nei palazzi italiani. Ma da Piazza Affari e soprattutto dai titoli di Stato vengono i primi segnali di tensione: la Borsa di Milano, anche se in calo modesto, è stata la peggiore in Europa mentre lo spread con la Germania è tornato salire, per chiudere a quota 119. Il rendimento del titolo decennale italiano resta contenuto allo 0,64% ma gli analisti, che pur escludono elezioni anticipate per l’Italia, avvertono che i rischi sono pesanti. Ubs, in particolare, vede uno spread verso i 200 punti nel caso di un voto prima della scadenza naturale, mentre potrebbe scendere sotto quota 100 se il governo trovasse una sintesi.

In questo quadro, Piazza Affari si è mossa per tutta la giornata attorno alla parità, concludendo in ribasso dello 0,4%, con un peggioramento nel finale che ha fatto della Borsa di Milano la peggiore in Europa. Londra ha infatti chiuso in crescita dello 0,8%, mentre Parigi e Francoforte hanno segnato un rialzo finale dello 0,3%, con anche Madrid marginalmente positiva. Qualche vendita sulle banche e sul settore finanziario soprattutto per le tensioni sui titoli di Stato. Intanto la Consob, per "la perdurante incertezza della situazione economico-finanziaria generata dall’epidemia da Covid-19" ha prorogato di tre mesi fino al 13 aprile il regime transitorio di trasparenza rafforzata in materia di variazioni delle partecipazioni rilevanti e di comunicazione degli obiettivi di investimento per le società ad azionariato particolarmente diffuso. Un’incertezza, che venga dalla pandemia o dalla politica, che comunque non dovrebbe toccare troppo i titoli di Stato italiani, grazie alla rete di sicurezza della Bce e dei piani europei di aiuti sul fronte degli investimenti.