La Consulta, riunita ieri in camera di consiglio, ha esaminato le questioni di legittimità sollevate dalla Cassazione sull’impossibilità di riconoscere in Italia, perché in contrasto con l’ordine pubblico, un provvedimento giudiziario straniero che attribuisce lo stato di genitori a due uomini italiani uniti civilmente, che abbiano fatto ricorso alla tecnica della maternità surrogata. La questione è stata dichiarata inammissibile. Ma la Corte, fermo restando il divieto penalmente sanzionato di maternità surrogata, ha ritenuto che l’attuale quadro giuridico non assicuri piena tutela agli interessi del bambino nato con questa tecnica.

A sollevare la questione di costituzionalità era stato il tribunale di Padova, riscontrando un ’vuoto di tutela’ in presenza di una situazione conflittuale della coppia. Palazzo della Consulta – nelle prossime settimane il deposito della sentenza – fa sapere che la questione è stata dichiarata inammissibile: "In assenza di una disciplina applicabile al caso concreto", la Corte ha ritenuto, "allo stato", di "non intervenire" e ha rivolto un "forte monito al legislatore affinché individui urgentemente le forme più idonee di tutela dei minori, anche alla luce delle fonti internazionali".