"Sono io la signorina del 'lato B'". Con la garanzia dell’anonimato, la giovane consigliera comunale del Riminese si rende disponibile a raccontare cosa l’ha spinta a pubblicare sui social un video che la ritrae mentre si solleva la gonna e mostra il sedere, in un centro commerciale. Scatenando una marea di condivisioni e commenti, e 13mila visualizzazioni nelle prime 7 ore. Com’è nata l’idea, si è accodata alla moda del Cheeky Exploits, appunto mostrare il fondoschiena in pubblico? "La moda non c’entra, glielo assicuro", attacca Virna, nome di fantasia. Quindi? "È partita come cosa goliardica: visto l’anno difficile che ci siamo...

"Sono io la signorina del 'lato B'". Con la garanzia dell’anonimato, la giovane consigliera comunale del Riminese si rende disponibile a raccontare cosa l’ha spinta a pubblicare sui social un video che la ritrae mentre si solleva la gonna e mostra il sedere, in un centro commerciale. Scatenando una marea di condivisioni e commenti, e 13mila visualizzazioni nelle prime 7 ore.

Com’è nata l’idea, si è accodata alla moda del Cheeky Exploits, appunto mostrare il fondoschiena in pubblico?

"La moda non c’entra, glielo assicuro", attacca Virna, nome di fantasia.

Quindi?

"È partita come cosa goliardica: visto l’anno difficile che ci siamo lasciati alle spalle, con il mio ragazzo che mi riprendeva da dietro ho fatto il video, oscurando ovviamente il volto quando l’ho pubblicato".

Concetto chiaro. E poi?

"L’ho messo sul mio profilo Instagram. Al che mi ha contattato l’amministratore della pagina Facebook ’Matti di Rimini’, chiedendomi di poterlo pubbblicare".

Cosa che ha fatto. Col suo messaggio scritto ’vi auguro un buon anno’.

"Può darsi".

Si è notata eccome lei che passeggia con scarponcini, calzettoni stile Juve, maglioncino e minigonna gialla. Alza la gonna, e mostra il lato B. Perché?

"È partita per scherzo. Poi..."

Poi?

"Non avrei mai immaginato che quei 6 secondi avrebbero fatto scalpore. Quando ho capito che il video era virale, è diventato un esperimento sociale".

Cioè?

"Ho una laurea triennale in Scienze politiche all’Università di Bologna. E sto seguendo un master biennale in Cooperazione internazionale, diritti umani e patrimonio culturale".

E cosa c’entra, scusi?

"Sto preparando l’esame di Antropologia sociale. Il docente mi aveva chiesto di fare una ricerca sugli stereotipi dei social media".

Si spieghi meglio.

"Giuro, è la verità – prosegue la ragazza –. A quel punto ho pensato che potevo essere io stessa l’oggetto della mia ricerca. E ho iniziare a raccogliere i commenti".

Non tutti da educande...

"Ho avuto momenti di panico. Alcuni sono stati pesanti, fino ad arrivare all’incitazione alla violenza nei miei confronti. In un post qualcuno ha scritto ’se fosse mia figlia la riempirei di botte’. Non posso dire che la cosa non mi abbia toccato sul piano personale. Tante parole non ponderate verso di me".

Cosa ha imparato, la lezione quale è stata?

"Appunto, ho avuto la conferma di certi stereotipi. Nella relazione che sto elaborando per l’esame, traccio parallelismi tra l’uso di stereotipi sui social e il crescere di depressione e suicidi tra i giovani".

Insomma, social bocciati?

"Assolutamente no – continua Virna – io credo tanto nei social. Molti hanno capito l’ironia di quel video. Mi spiace se qualcuno si è offeso. Non era mia intenzione".

Sul suo profilo Instagram ci sono tante foto in déshabille, perché?

"Lavoro come fotomodella per alcuni brand, e alcuni progetti artistici, e mostre. Oltre alle foto cerco di portare contenuti".

Quali?

"Rispetto dell’ambiente, consumo consapevole, uguaglianza di genere, accettazione del proprio corpo...".

Lei ha un ruolo istituzionale, è consigliere in un Comune del Riminese. Non le pare ci sia un problema di opportunità?

"Tengo le due cose separate. Quel che faccio in Comune è per il mio paese, è diverso. I social li utilizzo, sono giovane".