14 mag 2022

La città teme per i suoi tesori Il David osservato speciale

La direttrice dell’Accademia: "Da anni lavoriamo alla stabilità, nessun pericolo". Ma l’architetto lancia l’allarme: le onde sismiche potrebbero minare la scultura

paola fichera
Cronaca
Il David di Michelangelo è tra le sculture più conosciute al mondo. L’artista iniziò i lavori a soli 26 anni
Il David di Michelangelo è tra le sculture più conosciute al mondo. L’artista iniziò i lavori a soli 26 anni
Il David di Michelangelo è tra le sculture più conosciute al mondo. L’artista iniziò i lavori a soli 26 anni

di Paola Fichera

I terremoti non si prevedono, ma i sismologi hanno negli anni imparato a studiare le faglie e i loro movimenti. Firenze scrigno dell’arte, patria del David di Michelangelo e degli Uffizi è considerata a basso rischio. Per esattezza l’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri numero 32742003, aggiornata con la Delibera della giunta regionale Toscana nel 2014, attribuisce a Firenze la zona sismica 3. Definita come "zona con pericolosità sismica bassa, che può essere soggetta a scuotimenti modesti".

Tutte le norme per la difesa delle migliaia di opere d’arte disseminate sul territorio fiorentino obbediscono quindi a questa classificazione. Dal 2009 il progetto dei Nuovi Uffizi è stato rivisto per l’applicazione delle norme antisismiche. Prima attenzione per il grande afflusso di visitatori naturalmente con l’attenzione all’apertura di tutte le vie di fuga possibili in caso di emergenza. Ma per quanto riguarda i quadri e le statue esposte l’attenzione è concentrata sul loro ancoraggio alle pareti o al suolo perché nel caso i muri si muovano o il pavimento oscilli, non possano cadere facilmente.

Un’attenzione estesa anche a tutti i musei civici, da Palazzo Vecchio al Bargello, per citare i più famosi. "In ogni caso – spiega l’assessore alla protezione civile di Palazzo Vecchio, Titta Meucci – c’è anche uno studio permanente che coinvolge la protezione civile del Comune in un accordo con la facoltà di architettura dell’Università di Firenze e quella di ingegneria dell’Università di Pisa per verificare la vulnerabilità di quelli che vengono considerati gli edifici strategici e i musei rientrano fra questi".

Da anni però sul fronte del rischio terremoti c’è un osservato speciale: è il David di Michelangelo ospitato nella tribuna ottocentesca costruita apposta per alloggiare la grande statua visitata ogni anno da milioni di visitatori. A lanciare l’allarme sulla sua sicurezza è periodicamente l’architetto Fernando De Simone. "Non basta creare un basamento fatto di cuscinetti che smorzino le onde sismiche sotto al David, come era stato paventato anni fa salvo poi non realizzare nulla. Una struttura simile non impedirebbe la caduta di un cornicione o del cupolino della Tribuna sul David sottostante". La sua idea quindi è quella di una gabbia in acciaio e titanio nell’intercapedine fra la sala reale e quella ridotta di 25 centimetri per lato.

Ma sulla sicurezza del David risponde la direttrice del Museo dell’Accademia Cecile Hollberg. "Da anni lavoriamo sulla stabilità sismica dell’edificio – spiega – e abbiamo effettuato diversi interventi dalle volte delle capriate alle fondamenta. Abbiamo chiuso anche delle finestre per rendere più stabili i muri. E sono state effettuate dai tecnici indagini dal livello Lv1 al Lv3 così come prescritto dalle linee guida per la valutazione del rischio sismico del patrimonio culturale. Uno specifico lavoro di consolidamento è stato fatto sulle capriate ottocentesche che risultavano marce. L’ultimo intervento lo abbiamo eseguito sulla gipsoteca dove sono state rimosse e sostituite tutte le mensole sulle quali sono stati ora ancorati 264 busti di gesso".

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