Dopo la morte del sindacalista Adil Belakhdim, 37 anni, durante il presidio di protesta a Biandrate, adesso la procura sta cercando di chiarire la consapevolezza del rischio della manovra compiuta due giorni fa dal camionista arrestato Alessio Spasiano (nella foto), 26 anni, residente a Baia e Latina (Caserta). L’uomo è...

Dopo la morte del sindacalista Adil Belakhdim, 37 anni, durante il presidio di protesta a Biandrate, adesso la procura sta cercando di chiarire la consapevolezza del rischio della manovra compiuta due giorni fa dal camionista arrestato Alessio Spasiano (nella foto), 26 anni, residente a Baia e Latina (Caserta). L’uomo è accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e resistenza a pubblico ufficiale.

Subito dopo il tragico fatto, il camionista che lavora per un’azienda di Castellamare di Stabia che trasporta cibi surgelati, ha telefonato al suo padrino di cresima, un sovrintendente della Polizia di Stato. Gli ha raccontato "è successo un casino", mentre si allontanava. Il poliziotto l’ha invitato a "tornare indietro" per evitare "guai peggiori". Spasiano si è poi costituito ai carabinieri. Nell’investimento un altro sindacalista è rimasto lievemente ferito e un terzo ha dovuto ricorrere alle cure mediche per lo stato di choc.

A Biandrate è proseguito anche ieri il doppio presidio, da una parte i sindacati confederali, dall’altro i Sì Cobas, di cui la vittima era un coordinatore interregionale. Anche a Roma un sit-in a sostegno dei lavoratori della logistica. Molte le bandiere rosse dei "Cobas Lavoratori organizzati". Sugli striscioni le frasi "Per Adil, assassinato per il prodotto".

Sul tema è intervenuto l’ex premier Giuseppe Conte che invoca un nuovo statuto delle imprese e dei lavoratori perché "non si può morire come Adil". Anche il sindacato di polizia Siulp commenta: "Stiamo vivendo – dice il segretario provinciale novarese Tommaso di Gaudio – un tempo di arretramento dei diritti su tutti i fronti, nel lavoro ancora di più".