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18 giu 2022

La casa sulla Luna sarà italiana "Un grande passo per la scienza"

La missione della Nasa partirà nel 2025: tre gli astronauti a bordo, con la prima donna. L’anno dopo arriverà la residenza

18 giu 2022
riccardo jannello
Cronaca
Un rendering dell’Asi che ricostruisce una missione sulla luna a bordo di modulo allestito dall’Italia
Un rendering dell’Asi che ricostruisce una missione sulla luna a bordo di modulo allestito dall’Italia
Un rendering dell’Asi che ricostruisce una missione sulla luna a bordo di modulo allestito dall’Italia
Un rendering dell’Asi che ricostruisce una missione sulla luna a bordo di modulo allestito dall’Italia
Un rendering dell’Asi che ricostruisce una missione sulla luna a bordo di modulo allestito dall’Italia
Un rendering dell’Asi che ricostruisce una missione sulla luna a bordo di modulo allestito dall’Italia

di Riccardo Jannello

L’Italia invierà una casa sulla Luna. In gergo si chiamerà "modulo abitativo" e sarà occupato dagli scienziati che studieranno la superficie del nostro satellite, ma sarà anche la stazione dalla quale partiranno i protagonisti della futura esplorazione di Marte, la vera scommessa che le superpotenze si giocano nei prossimi decenni. E noi saremo in campo con l’Agenzia spaziale italiana accanto agli americani. La Nasa trasporterà fisicamente con i suoi razzi la struttura che dovrebbe diventare operativa fra il 2026 e il 2027. Sarebbe questa la partecipazione della nostra industria alla missione Artemis, quella che porterà di nuovo l’uomo sulla Luna nel 2025: saranno tre astronauti, due dei quali – come accaduto in tutte le missioni Apollo che hanno raggiunto il nostro satellite – scenderanno sul suolo lunare e il terzo rimarrà in orbita col modulo comando. Della missione, conferma l’Ente per le attività spaziali e aeronautiche di Washington, farà parte una donna – e sicuramente un europeo – e noi tifiamo già per la nostra AstroSamantha Cristoforetti, ora a bordo con funzioni di comando della Stazione Spaziale Internazionale.

È stato proprio durante uno dei regolari collegamenti che le istituzioni e gli scienziati hanno con la Iss e a margine della diciassettesima seduta del Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale che sono state date le notizie relative ai viaggi sul nostro satellite e alla partecipazione italiana alla realizzazione dei Lunar Surface Multi-Purpose Habitation Modules. Appunto le case lunari.

L’accordo è stato firmato dal presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, e dall’amministratore delegato della Nasa, Bill Nelson, che aveva con sé la sua vice, Pamela Melroy. A presiedere la riunione il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale con delega alle politiche spaziali e aerospaziali, Vittorio Colao, alla presenza del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio. Agenzia spaziale e industria italiana ora dovranno trovare la quadra perché si possano realizzare concretamente le "case" secondo quelli che sono i criteri che detterà la Nasa.

"Siamo stati fra i primi Paesi a produrre moduli pressurizzati e siamo diventati leader nell’orbita bassa", ha detto Saccocia riferendosi alla metà della struttura dell’Iss realizzata in Italia, "per questo vogliamo essere parte del primo nucleo dell’infrastruttura lunare. Sono attività scientifiche e produttive che possono avere un grande significato commerciale". Gi ultimi uomini a mettere piede sulla Luna sono stati quasi 50 anni fa (l’11 dicenbre 1972) Eugene Cernan e Harrison Schmitt; in totale sono stati 12 gli astronauti, tutti americani, che hanno camminato sul nostro satellite a partire da Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 21 luglio 1969. Poi la corsa si è bloccata. Ora ricomincia ma il vero obiettivo non è più Selene, destinata a diventare uno scalo italiano per il Pianeta Rosso.

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