Roma, 7 dicembre 2021 - Sarà l’effetto del Super green pass, che limita (e non poco) la vita sociale dei non vaccinati, oppure la presa di coscienza tardiva dell’efficacia della profilassi (confermata dai dati su ospedalizzazioni e decessi), sta di fatto che nelle ultime due settimane è suonata la carica delle prime somministrazioni. La notizia arriva dalla Fondazione Gimbe, l’osservatorio indipendente sull’andamento della campagna vaccinale in Italia. "Nelle ultime due settimane abbiamo ottenuto circa 390mila nuovi vaccinati – fa i conti Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, ospite Radio Cusano Campus –. Questo...

Roma, 7 dicembre 2021 - Sarà l’effetto del Super green pass, che limita (e non poco) la vita sociale dei non vaccinati, oppure la presa di coscienza tardiva dell’efficacia della profilassi (confermata dai dati su ospedalizzazioni e decessi), sta di fatto che nelle ultime due settimane è suonata la carica delle prime somministrazioni. La notizia arriva dalla Fondazione Gimbe, l’osservatorio indipendente sull’andamento della campagna vaccinale in Italia. "Nelle ultime due settimane abbiamo ottenuto circa 390mila nuovi vaccinati – fa i conti Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, ospite Radio Cusano Campus –. Questo direttamente o indirettamente dimostra che il famoso zoccolo duro di non vaccinati ha margine per essere scalfito. È ovvio che, se si dovesse mantenere questo incremento vaccinale, nel giro di due mesi saranno rimasti solo gli irriducibili a non vaccinarsi". Davvero? È uno scenario possibile? "Dubito che possa esserci questo incremento – mantiene i piedi ben piantati a terra Cartabellotta –, anche se è difficile fare delle previsioni: spesso gli italiani ci sorprendono in positivo".

Covid oggi Italia: i contagi risalgono. Bollettino 7 dicembre: dati dalle regioni

Che qualcosa comunque si stia muovendo in seno al blocco dei circa 7 milioni d’italiani rimasti finora alla larga dai centri vaccinali (la Sicilia è la regione con il maggior numero di No Vax Covid) è evidente. L’incremento su base settimanale è del 30%. Sette giorni prima era stato del 32%, Come dire, un trend in crescita dopo la stagnazione successiva al boom a metà ottobre di nuove somministrazioni dovuto alla necessità di esibire il certificato verde in ufficio. Nei giorni scorsi già lo stesso commissario straordinario all’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, aveva evidenziato una crescita nell’andamento delle prime dosi. Al momento giriamo attorno alle 30mila somministrazioni in 24 ore.

I dati ufficiali del ministero della Salute consegnano alle cronache l’84,7% della popolazione over 12 che ha completato il ciclo d’immunizzazione (prima e seconda iniezione). Un numero che sale all’87,7% a considerare anche quelli che hanno ricevuto una sola puntura. Ancora lontana, invece, dal 50% la platea di chi potrebbe ricevere il booster o la dose addizionale in quanto ha ultimato l’iter d’immunizzazione da almeno cinque mesi: qui non si va oltre il 42,2%. Non solo profilassi, la Fondazione Gimbe scatta anche una fotografia dell’andamento della curva pandemica nel nostro Paese. "Si conferma la crescita di casi – chiarisce il presidente Cartabellotta –, ma con un impatto sugli ospedali notevolmente più modesto rispetto all`era pre-vaccinale. In era pre-vaccinale, con l`attuale numero di contagi, avevamo il triplo di pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva. Ogni mille casi positivi che abbiamo, il 2,4% viene ricoverato in area medica e il 3xmille va in terapia intensiva".

Giusto quindi non monopolizzare i reparti con positivi al Covid? "Dobbiamo gestire la pandemia in maniera ordinaria – chiosa Cartabellotta –, perché non possiamo più permetterci di intasare gli ospedali ostacolando l’assistenza agli altri malati".