"Per noi autotrasportatori, l’impennata dei prezzi delle materie prime ha già ridotto il margine di guadagno nei contratti in essere del 25%, ma il prossimo anno andrà anche peggio". Chi parla è Patrizio Ricci, imprenditore dell’autotrasporto di una media impresa di Bergamo a cui l’improvvisa impennata dei prezzi del...

"Per noi autotrasportatori, l’impennata dei prezzi delle materie prime ha già ridotto il margine di guadagno nei contratti in essere del 25%, ma il prossimo anno andrà anche peggio". Chi parla è Patrizio Ricci, imprenditore dell’autotrasporto di una media impresa di Bergamo a cui l’improvvisa impennata dei prezzi del carburante, delle gomme e di altri beni necessari per la quotidianità del lavoro dell’azienda ha reso la vita "un vero inferno".

Ricci, qual è la situazione che si è venuta a creare, riguardo per esempio al carburante?

"La benzina blu è schizzata verso l’alto a causa di un componente (l’Urea, ndr) che la rende meno inquinante e di cui ci sono poche scorte, dunque è arrivata a prezzi proibitivi. E per noi che viviamo di trasporto merci, è un salasso economico enorme. E poi ci sono le gomme, i mezzi di trasporto che dobbiamo cambiare ogni cinque-sei anni e i contratti in essere che oggi non ci danno più il margine di guadagno necessario. Per il prossimo anno temo che perderemo fino al 30%".

Secondo lei, le misure del governo sono sufficienti?

"Non sono sufficienti le misure, ma c’è anche moltissima speculazione. Sul 110%, tanto per dire, tutte le ditte hanno aumentato i prezzi dei materiali, a causa un po’ dell’aumento delle materie prime, un po’ perchè il materiale manca, e anche noi che trasportiamo queste merci, siamo costrtetti ad aumentare i prezzi. Insomma, è un circolo vizioso. Poi c’è chi ne approfitta, ma se non riesce a riportare i prezzi, soprattutto quelli dei carburanti, a prezzi congrui, molti trasportatori saranno costretti a restare fermi".

Elena G. Polidori