La folla di gente si è riversata per le strade di Roma: qui via del Corso stipata. Anche a Napoli una marea di persone in centro
La folla di gente si è riversata per le strade di Roma: qui via del Corso stipata. Anche a Napoli una marea di persone in centro
di Giovanni Rossi Oggi Liberazione, domani rivoluzione. Tra 24 ore un bel pezzo d’Italia torna gialla. Addio restrizioni crudeli. Quelle che resteranno, al confronto, sembreranno scocciature: un piccolo tributo alla mobilità in arrivo, potenziata, se non del tutto ritrovata, almeno fino all’ora del coprifuoco. Squadre di fabbri, carpentieri e montatori modellano le ultime pedane, rifiniscono i dehors, preparano i palchetti per la cerimonia del giorno: in simultanea, domattina, prima i bar e poi i ristoranti riapriranno i servizi all’aperto per la clientela ai tavoli. E sarà una celebrazione vera. Dalle connotazioni antropologiche prima che gastronomiche. Un sogno: cappuccino in tazza di ceramica, oppure aperitivo rinforzato. Ancora: pranzo regolamentare, oppure cena veloce (perché alle 22...

di Giovanni Rossi

Oggi Liberazione, domani rivoluzione. Tra 24 ore un bel pezzo d’Italia torna gialla. Addio restrizioni crudeli. Quelle che resteranno, al confronto, sembreranno scocciature: un piccolo tributo alla mobilità in arrivo, potenziata, se non del tutto ritrovata, almeno fino all’ora del coprifuoco. Squadre di fabbri, carpentieri e montatori modellano le ultime pedane, rifiniscono i dehors, preparano i palchetti per la cerimonia del giorno: in simultanea, domattina, prima i bar e poi i ristoranti riapriranno i servizi all’aperto per la clientela ai tavoli. E sarà una celebrazione vera. Dalle connotazioni antropologiche prima che gastronomiche. Un sogno: cappuccino in tazza di ceramica, oppure aperitivo rinforzato. Ancora: pranzo regolamentare, oppure cena veloce (perché alle 22 bisogna essere a casa) però con bollicine. Cin cin. Dopo mesi di cupezza pandemica, caffè sviliti dalla plastica e asporto compulsivo di pizze, la normalità riaffiora pur tra mille cautele. Ma l’affaccio su un altro mondo è già davanti agli occhi. A partire dalla scuola con classi in crescente presenza (minimo 70% in zona gialla o arancione): un dato che migliora la vita di ragazzi e genitori.

Improvvisamente la domanda "Domani che faccio?" non è più fantasia da prigionieri virali: diventa quiz a risposte multiple. La "scommessa calcolata" del governo spalanca itinerari personalizzati, ritorno alla convivialità, shopping continuo (con l’unica esclusione dei centri commerciali nei weekend), sconfinamenti territoriali in regioni – ora gialle – prima irraggiungibili se non muniti di certificato e valide ragioni (salvo che per i possessori di seconde case). Sì, è una liberazione anche questa, che, potenziata dall’aria di primavera, rischia forse di produrre un eccesso di euforia o di movida. Come dimostrano le immagini di questo week-end. Un ripasso volante di quanto ci aspetta magari non guasta.

Primo errore da evitare, domattina, sarà presentarsi al bar e pretendere caffè e cornetto al banco. Non si può. Lo precisa la circolare del ministero dell’Interno. Il nuovo protocollo consente le consumazioni solo ai tavoli all’aperto (opportunamente distanziati e per un massimo di 4 coperti). Imprescindibili la mascherina calata solo da seduti e le mani disinfettate. Altra raccomandazione – seppur fuori protocollo – è di occupare i tavoli solo per il tempo delle consumazioni senza dilungarsi. Un piccolo sacrificio solidale perché in questi primi giorni la pressione per sedersi sarà altissima, e bar e ristoranti – autentico servizio pubblico – vorrebbero lavorare a pieno ritmo, non generare assembramenti di clientela in attesa. Chi non possiede spazi all’aperto dovrà invece proseguire l’attività con asporto o consegna. Bave di rabbia anche per la cena con orari quasi nordici. Chiudere il servizio prima delle 22 fa storcere il naso a molti. Però è un sacrificio (temporaneo) digeribile, tra l’altro utile a non appesantire il giropancia con bisbocce a tarda ora dopo mesi di mobilità condizionata. Meglio rimettersi in forma. Non ci sono più scuse. Tutti gli sport di contatto e non, individuali e di squadra, da domani saranno praticabili a livello amatoriale purché all’aperto. Calcetto, basket, volley e beach volley preparano circoli e campi a una sicura invasione con l’unica variabile dei capricci meteo.

Anche una visita ai musei, una serata al cinema, a teatro o in un live-club (riaperti da domani con capienze limitate al 50% e massimo di 1.000 spettatori alla’aperto e 500 al chiuso) potrebbe essere un’esperienza da rifare subito. Un nostalgico viaggio nel passato, una finestra augurale sul futuro. La scelta della poltroncina e del grande schermo per rivivere il mondo di prima e immaginare l’happy end della pandemia. Quando sarà? I primi a chiederselo sono gli italiani della Valle d’Aosta e delle regioni del Sud ancora arancioni, oppure rosso fuoco come la Sardegna. L’Italia gialla lampeggia segnali di normalità alle porte. Nulla di più rivoluzionario.A patto di usare la testa.