di Elena Comelli Persone, Pianeta e Prosperità. Sono questi i tre pilastri su cui poggerà l’agenda italiana per la presidenza del G20, la prima della storia del nostro Paese, a partire da oggi. Le tre P coniate dal governo si saldano alle iniziative europee e globali in corso: Green Deal e Recovery Fund, riduzione delle diseguaglianze e sostenibilità dello sviluppo. La chiave di lettura dovrebbe essere "il rilancio del multilateralismo", ha sostenuto ieri Jorge Moreira da Silva,...

di Elena Comelli

Persone, Pianeta e Prosperità. Sono questi i tre pilastri su cui poggerà l’agenda italiana per la presidenza del G20, la prima della storia del nostro Paese, a partire da oggi. Le tre P coniate dal governo si saldano alle iniziative europee e globali in corso: Green Deal e Recovery Fund, riduzione delle diseguaglianze e sostenibilità dello sviluppo. La chiave di lettura dovrebbe essere "il rilancio del multilateralismo", ha sostenuto ieri Jorge Moreira da Silva, direttore della sezione sulla Cooperazione allo Sviluppo dell’Ocse, in base a un rapporto dell’organizzazione dei Paesi industrializzati, basata a Parigi. "Il multilateralismo è lo strumento chiave: guardiamo alla presidenza italiana del G20 per rafforzarlo".

Il prossimo sarà un anno importante a livello internazionale per l’Italia, che ospiterà il G20 il 30-31 ottobre 2021 e organizzerà insieme al Regno Unito la Cop26, conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima, appuntamento che si svolgerà a Glasgow in novembre. Sarà un’occasione importante anche per il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che sarà chiamato a organizzare il G20 Business Summit, il più autorevole fra gli engagement groups ufficiali istituiti dal G20, di cui è stata affidata la responsabilità a Emma Marcegaglia. Il tempismo non potrebbe essere più favorevole, con il ritorno degli Stati Uniti sulla piazza internazionale e con la pandemia, che acutizza la necessità di una risposta internazionale finora mancata. Il G20 è il posto adatto per parlarne. Sperando che ormai i mesi peggiori della pandemia siano passati e potendo contare sul vaccino, che il premier Giuseppe Conte (foto) ha auspicato, in occasione del passaggio delle consegne da Riad, sia "equo e accessibile a livello universale".

Tutti i maggiori istituti internazionali sono stati chiari: la posta in gioco è altissima. Le più recenti stime Fmi prevedono un crollo del Pil mondiale del 4,9% e livelli di indebitamento pubblico record. Molti osservatori ammoniscono che quella in arrivo potrebbe essere la più grave recessione economica dai tempi della Grande Depressione. Per la prima volta in questo secolo, la povertà globale sta aumentando. Una dinamica che in Italia le giovani generazioni stanno già sperimentando sulla propria pelle e che potrebbe aggravarsi se il macigno del debito pubblico non verrà alleggerito con investimenti pubblici in grado di far ripartire la crescita del Paese.