Giorgio Cosmacini * Tutti discutono di tutto quel che riguarda il virus Sars-Covid. In tv, sui giornali, nel mondo dei social e nelle case è questo, a giusta ragione, l’argomento principe. L’odierna pandemia mi induce però a dar voce a un rilievo spesso sottaciuto. Com’è noto, ogni medicamento deve il proprio effetto farmacologico alla sua rispondenza alla sintomatologia morbosa e alla...

Giorgio

Cosmacini *

Tutti discutono di tutto quel che riguarda il virus Sars-Covid.

In tv, sui giornali, nel mondo

dei social e nelle case

è questo, a giusta ragione, l’argomento principe. L’odierna pandemia mi induce però a dar voce a un rilievo spesso sottaciuto. Com’è noto, ogni medicamento deve il proprio effetto farmacologico alla sua rispondenza alla sintomatologia morbosa

e alla alterata fisiologia dell’organismo (il cosiddetto guasto della macchina organica). Ma come è altrettanto noto, ogni farmaco è dotato di un plusvalore aggiunto che si chiama "effetto placebo". Non è correlato alla oggettività della patologia, bensì alla soggettività dell’essere e del sentirsi ammalato: un placebo può così risultare di giovamento anche quando il suo effetto farmacologico è nullo.

Il vaccino salvavita non si sottrae a questa doppia valenza: da un lato attiva o rafforza oggettivamente i meccanismi fisiologici dell’immunità; dall’altro giova allo stato d’animo di chi aspetta di fruirne.

Questa è considerata una grande risorsa della tecnomedicina tanto quanto è sentita come un proficuo ristoro della propria salute. Il 10 febbraio scorso ho compiuto 90 anni e assisto dal mio angolo visuale alle conseguenze dell’epidemia sulla vita delle persone. In particolare, da appartenente alla classe anagrafica dei più longevi, so come i miei coetanei aspettino trepidanti una sollecita vaccinazione.

Sono quindi preoccupato dalla possibilità di un ulteriore effetto: l’effetto boomerang. Un’attesa dilazionata, rinviata, protratta, genera un "effetto nocebo" generatore di ansietà e malessere, che va evitato a tutti i costi. Come medico e storico della medicina, sono stato testimone e studioso assai critico delle travagliate vicende legate al vaccino contro la poliomielite nell’Italia del dopoguerra. Spero che oggi, nell’Italia della scienza medica applicata da una buona politica della salute, sia data risposta alle aspettative. E non si ripetano errori e colpe già visti tanti anni fa.

* Medico e storico