Giovanni Favia, ex dirigente fondatore del M5s e oggi portavoce della protesta dei ristoratori a livello nazionale. Siamo a un punto di non ritorno? "Non si erano mai visti titolari di micro imprese, madri e padri di famiglia, scortati dai blindati in autostrada. È la prima volta che queste categorie hanno scelto di...

Giovanni Favia, ex dirigente fondatore del M5s e oggi portavoce della protesta dei ristoratori a livello nazionale. Siamo a un punto di non ritorno?

"Non si erano mai visti titolari di micro imprese, madri e padri di famiglia, scortati dai blindati in autostrada. È la prima volta che queste categorie hanno scelto di superare la linea della legalità, con consapevolezza. Ci sono locali che hanno lo sfratto, vicini al fallimento: se non si immette subito liquidità, salta tutto".

La protesta s’ingrandirà?

"La politica capisce o il consenso, o il conflitto. Speriamo che la giornata di ieri sia l’inizio e la fine, ma da Draghi non abbiamo visto un cambio di passo".

La protesta si trasformerà in movimento politico per le prossime amministrative?

"Abbiamo lasciato la politica fuori, la nostra lotta non può essere inquinata. Ma se mi chiede se si trasformerà, credo di sì. Ma non so dirle in che cosa".

Dai Cinque Stelle alla trincea con le categorie vessate dal Covid, cosa è cambiato?

"Sono rimasto sempre lo stesso, loro hanno ammainato le bandiere del cambiamento e stanno contando i soldi. Oggi c’erano degli ex grillini, mi hanno avvicinato, e mi hanno detto che ora si vergognano di averli sostenuti. Oggi il Movimento politicamente è uno dei nostri nemici, perché con il cashback di Stato e con l’Eco Bonus ha sperperato i nostri soldi".

Nessun affinità quindi tra gli albori M5s e queste rivolte?

"Se la vecchia politica era morta, la nuova è abortita. I Cinque Stelle hanno fallito, alle amministrative vedo praterie per forze davvero civiche, con i lavoratori, carne viva di questo Paese".

Paolo Rosato