Soltanto sei giorni fa era stato nominato presidente del Consiglio direttivo dell’Istituto grandi infrastrutture (Igi), ieri Antonio Catricalà, 69 anni, presidente del Cda della società Aeroporti, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ed ex Garante dell’Antitrust, si è suicidato sul balcone del suo appartamento romano, nel quartiere Parioli. Sembra abbia preso la sua pistola, una calibro 38 regolarmente detenuta, e si è sparato un colpo alla testa. A scoprire il corpo, e a dare l’allarme, è stata la moglie che era con lui nell’abitazione al primo piano. Un gesto che ha colto di sorpresa amici e colleghi. Soprattutto perché fino ad ora non sono stati chiariti i motivi che hanno spinto Catricalà a suicidarsi: se stesse vivendo un periodo di forte depressione o per altre ragioni di natura personale. E non aiuta il fatto che, almeno fino ad ora, non sarebbero stati trovati biglietti o lettere d’addio dalla polizia che sta svolgendo le indagini. Anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine e ha rubricato, come atto dovuto, per istigazione al suicidio il procedimento.