di Alessandro Farruggia La coperta vaccinale è ancora corta. Per dirla con il ministro della Salute Roberto Speranza, "siamo pronti ad accelerare, ma abbiamo bisogno delle autorizzazioni Ema e delle dosi di vaccino: abbiamo bisogno della materia prima, cioè del vaccino". Già. Astrazeneca è in ritardo: doveva fornire 16.1 milioni di dosi all’italia nel primo trimestre e 24,2 nel secondo ma dopo alcuni problemi, dovrebbe assere autorizzata da Ema solo il prossimo 29 gennaio, rinviando sostanzialmente di un mese le forniture. Per questo la Commissione europea ha deciso di ampliare da sei a otto i contratti di acquisto. ...

di Alessandro Farruggia

La coperta vaccinale è ancora corta. Per dirla con il ministro della Salute Roberto Speranza, "siamo pronti ad accelerare, ma abbiamo bisogno delle autorizzazioni Ema e delle dosi di vaccino: abbiamo bisogno della materia prima, cioè del vaccino". Già. Astrazeneca è in ritardo: doveva fornire 16.1 milioni di dosi all’italia nel primo trimestre e 24,2 nel secondo ma dopo alcuni problemi, dovrebbe assere autorizzata da Ema solo il prossimo 29 gennaio, rinviando sostanzialmente di un mese le forniture. Per questo la Commissione europea ha deciso di ampliare da sei a otto i contratti di acquisto.

L’esecutivo comunitario, osservava ieri uno dei suo portavoce, Stefan de Keersmaecker, ha acquistato altre 100 milioni di dosi del vaccino Pfizer e concluso nei giorni scorsi "colloqui esplorativi per l’acquisto di 100 mln di dosi, con l’opzione per altri 100 mln, del vaccino dell’americana Novavax, e per 30 milioni con opzione di altri 30 per il vaccino della franco-austriaca Valneva". Entrambi le profilassi sono oggi in fase 3, e dovrebbero essere pronte nel terzo trimestre 2021. All’Italia ne andrà il 13,5% del totale Ue.

Ma presto potrebbe anche cadere la diffidenza nei confronti del vaccino russo Sputnik 5 e dei sieri cinesi Sinovac e Sinopharm. Sputnik – che in Russia è in corso di distribuzione di massa ed è già stato registrato in Argentina, Bolivia, Serbia, Algeria, Palestina e Bielorussia – concluderà il 19 gennaio, con la consulenza scientifica rapida di Ema, la prima fase del processo che potrebbe portare al via libera all’uso d’emergenza nella UE, pur se, sottolinea Stefan de Keersmaecker (negando l’affermazione del produttore che l’autorizzazione è già stata richiesta) "se è vero che sono in corso colloqui tra Ema e azienda, la casa farmaceutica non ha fatto ancora richiesta di autorizzazione formale all’immissione del mercato".

Discorso solo in parte simile per il vaccino cinese Sinovac, giù inoculato in dieci milioni di dosi in quel paese ma sul quale esistono valutazioni difformi sull’efficacia. Secondo il Brasile l’efficacia generala è del 50,38%, che sale al 78% per i casi lievi e del 100% per i casi moderati e gravi, mentre secondo la Turchia l’efficacia è del 91,25% e per l’Indonesia è del 65,3%. Ema potrebbe prenderlo in esame per valutarne gli effetti. "È probabile – ha detto a Radio 24 Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) – che anche il vaccino cinese Sinovac verrà sottoposto a giudizio europeo. Naturalmente occorrerà vedere se i dati rispondono al rigore richiesto ma una volta valutati gli studi, potrebbe diventare un ulteriore candidato".

A ieri, con le 488.475 dosi consegnate tra lunedì e martedì, l’Italia ha ricevuto 1.406.925 dosi del vaccino Pfizer. Di queste – a ieri mattina – ne sono state inoculate 851.936 (55,5%) con picchi in Campania (77,7%), Veneto (68,8%), Umbria (66.8%) e Toscana (66,3%). Al vaccino Pfizer vanno aggiunte le 47mila dosi del primo invio del vaccino Moderna, già inviato in molte regioni (dall’Emilia Romagna alla Toscana, alle Marche, al Lazio e la Lombardia) e che sarà iniettato ad ultraottantenni.