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2 dic 2020

"L’Europa non tocchi la messa di Natale". Il vescovo: la nostra fede è sotto attacco

Monsignor Camisasca contro Bruxelles: "Non ha diritto di chiedere lo stop delle celebrazioni. Così si perde anche il senso della laicità"

2 dic 2020
giovanni panettiere
Cronaca
(DIRE) Reggio Emilia, 23 giu. - Il vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, difende i vertici della "Fondazione Casa della Carita' San Giuseppe" di Montecchio, struttura convenzionata con il Comune, in cui la Procura di Reggio Emilia ha indagato cinque persone in ordine a due ipotesi di reato: omicidio colposo e delitto colposo contro la salute pubblica. I magistrati, infatti, vogliono vederci chiaro nei 18 decessi di persone anziane avvenute nella struttura durante la fase piu' acuta dell'epidemia di coronavirus disponendone, per questo, anche la riesumazione delle salme.     Camisasca esprime "piena solidarieta'" a don Angelo Orlandini, parroco di Montecchio e presidente della Fondazione, rinnovando la propria stima nell'operato di Fabrizio Bolondi, direttore della Fondazione, della dirigente Beatrice Golinelli, di Andrea Muzzioli, responsabile del servizio di prevenzione e di protezione, e di Paolo Formentini, medico del lavoro, tutti raggiunti da un avviso di garanzia. Il vescovo inoltre manifesta piena fiducia nell'indagine della Procura reggiana, "certo che la correttezza del lavoro svolto presso la Casa della Carita' San Giuseppe di Montecchio emergera' rapidamente". Camisasca si dice pero' "contrariato e molto perplesso" per la decisione di riesumare la salma di monsignor Giovanni Paolo Gibertini, vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla, deceduto il 3 aprile scorso, un mese prima del compimento del 98esimo anno di eta'. "Il vescovo Paolo, come tutti sanno, era ricoverato presso la struttura da molti anni ed era malato e debilitato a causa dell'anzianita' da molto tempo", sottolinea la Diocesi reggiana. "I nostri sospetti erano piu' che fondati, ora la magistratura vada fino in fondo per dare una risposta alla richiesta di verita' e chiarezza sul caso delle morti nella casa della Carita' San Giuseppe di Montecchio", dice invece il consigliere regionale della Lega Gabriele Delmonte, tra i primi a denunciare l'aumento anomalo di decessi nella residenza della val d'Enza. "L'apertura di un'indagine- aggiunge Delmonte- e' anche una risposta al sindaco di Montecchio, Fausto Torelli, che aveva lanciato pesanti accuse di strumentalizzazione nei confronti della nostra richiesta di chiarezza".    Nel frattempo la Conferenza territoriale sociale e sanitaria di Reggio Emilia ha avviato una serie di incontri con i gestori(che si concluderanno domani) per la ripresa in sicurezza delle visite alle strutture residenziali per anziani e disabili e sulla ripatenza delle attivita' dei Centri Diurni per anziani. "Si tratta di una scelta volta a tutelare al meglio ospiti, operatori e visitatori per essere certi che la riapertura dei servizi avvenga con le modalita' che possano al meglio garantire la sicurezza della popolazione anziana e disabile ai quali si rivolgono, in quanto fra le categorie di persone che piu' hanno subito disagi a seguito della pandemia", commenta la Conferenza.   (Cai/ Dire) 17:48 23-06-2
Il vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca (Dire)
(DIRE) Reggio Emilia, 23 giu. - Il vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, difende i vertici della "Fondazione Casa della Carita' San Giuseppe" di Montecchio, struttura convenzionata con il Comune, in cui la Procura di Reggio Emilia ha indagato cinque persone in ordine a due ipotesi di reato: omicidio colposo e delitto colposo contro la salute pubblica. I magistrati, infatti, vogliono vederci chiaro nei 18 decessi di persone anziane avvenute nella struttura durante la fase piu' acuta dell'epidemia di coronavirus disponendone, per questo, anche la riesumazione delle salme.     Camisasca esprime "piena solidarieta'" a don Angelo Orlandini, parroco di Montecchio e presidente della Fondazione, rinnovando la propria stima nell'operato di Fabrizio Bolondi, direttore della Fondazione, della dirigente Beatrice Golinelli, di Andrea Muzzioli, responsabile del servizio di prevenzione e di protezione, e di Paolo Formentini, medico del lavoro, tutti raggiunti da un avviso di garanzia. Il vescovo inoltre manifesta piena fiducia nell'indagine della Procura reggiana, "certo che la correttezza del lavoro svolto presso la Casa della Carita' San Giuseppe di Montecchio emergera' rapidamente". Camisasca si dice pero' "contrariato e molto perplesso" per la decisione di riesumare la salma di monsignor Giovanni Paolo Gibertini, vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla, deceduto il 3 aprile scorso, un mese prima del compimento del 98esimo anno di eta'. "Il vescovo Paolo, come tutti sanno, era ricoverato presso la struttura da molti anni ed era malato e debilitato a causa dell'anzianita' da molto tempo", sottolinea la Diocesi reggiana. "I nostri sospetti erano piu' che fondati, ora la magistratura vada fino in fondo per dare una risposta alla richiesta di verita' e chiarezza sul caso delle morti nella casa della Carita' San Giuseppe di Montecchio", dice invece il consigliere regionale della Lega Gabriele Delmonte, tra i primi a denunciare l'aumento anomalo di decessi nella residenza della val d'Enza. "L'apertura di un'indagine- aggiunge Delmonte- e' anche una risposta al sindaco di Montecchio, Fausto Torelli, che aveva lanciato pesanti accuse di strumentalizzazione nei confronti della nostra richiesta di chiarezza".    Nel frattempo la Conferenza territoriale sociale e sanitaria di Reggio Emilia ha avviato una serie di incontri con i gestori(che si concluderanno domani) per la ripresa in sicurezza delle visite alle strutture residenziali per anziani e disabili e sulla ripatenza delle attivita' dei Centri Diurni per anziani. "Si tratta di una scelta volta a tutelare al meglio ospiti, operatori e visitatori per essere certi che la riapertura dei servizi avvenga con le modalita' che possano al meglio garantire la sicurezza della popolazione anziana e disabile ai quali si rivolgono, in quanto fra le categorie di persone che piu' hanno subito disagi a seguito della pandemia", commenta la Conferenza.   (Cai/ Dire) 17:48 23-06-2
Il vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca (Dire)

Sulla celebrazione della messa di Natale l’Europa prima fa l’incendiaria e poi il pompiere. All’indomani della raccomandazione da parte della Commissione europea di evitare la liturgia eucaristica natalizia, per scongiurare fatali assembramenti in piena pandemia, è la stessa Bruxelles, impegnata nella stesura delle linee guida anti-Covid durante le feste, a gettare acqua sul fuoco. La Commissione europea "non intende proibire alcuna funzione religiosa", né avrebbe "la competenza per farlo", al contrario "la libertà di culto è prevista dalla Carta dei diritti fondamentali", precisa il portavoce dell’esecutivo Ue, Stefan de Keersmaecker. Nuovo Dpcm Natale, Speranza: "Vaccino gratis per tutti e divieto spostamenti" Polemica rientrata, allora? Niente affatto visto che la prima, avventata sortita europea ha lasciato (eccome) il segno nel mondo cattolico. Ne sono prova le parole del vescovo di Reggio Emilia, il 74enne Massimo Camisasca, fondatore della Fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo, ramo clericale di Comunione e liberazione. "Quanto dichiarato inizialmente dalla Commissione mi ha molto stupito – rileva il presule –, l’Europa non ha alcuna competenza per raccomandare alle Chiese la sospensione della messa di Natale. Sarebbe un’incursione inaccettabile nella sfera religiosa. Non riesco più a capire in che direzione stia andando la laicità dello Stato. Da tempo è in atto un progetto culturale per marginalizzare la fede". Pensa che la si voglia ridurre al privato? "Credo proprio di sì. La fede però non si esaurisce nel solo rapporto fra il singolo e Dio. Essa ha in sé un valore sociale, aggregativo, creatore di carità e speranza. E questo è un bene che ogni autorità civile dovrebbe avere a cuore e proteggere". La secolarizzazione nasce con la Rivoluzione francese che vide papa Pio VI rapito e poi sepolto in esilio come un semplice cittadino (1800). Più recentemente questo processo ha ripreso slancio, col mancato riconoscimento delle ...

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