di Annamaria Lazzari e Marianna Vazzana La grande fuga da Nord a Sud nell’ultimo weekend del ’liberi tutti’, prima dell’Italia tutta arancio-rossa. Aeroporti e stazioni, da Torino a Milano, da Bologna a Firenze fino a Roma, sono stati presi d’assalto. Traffico e code, invece, si sono registrati sulle autostrade per chi voleva raggiungere la Liguria, coda di 13 km sull’A1 per un incidente fra Piacenza e Fiorenzuola, aumento del traffico negli aeroporti (80mila i passeggeri a Linate e Malpensa nel...

di Annamaria Lazzari

e Marianna Vazzana

La grande fuga da Nord a Sud nell’ultimo weekend del ’liberi tutti’, prima dell’Italia tutta arancio-rossa. Aeroporti e stazioni, da Torino a Milano, da Bologna a Firenze fino a Roma, sono stati presi d’assalto. Traffico e code, invece, si sono registrati sulle autostrade per chi voleva raggiungere la Liguria, coda di 13 km sull’A1 per un incidente fra Piacenza e Fiorenzuola, aumento del traffico negli aeroporti (80mila i passeggeri a Linate e Malpensa nel weekend, l’88% in meno dello scorso anno ma comunque un quarto in più dell’intera scorsa settimana). E anche se non si è verificato l’assalto dello scorso marzo, prima che scattasse il lockdown (anche perché i treni viaggiano al 50% della capienza per le norme anticovid), pure i treni hanno registrato il tutto esaurito.

"Torno a Roma, e ci resterò fino al 6 gennaio". Cioè fin quando non saranno nuovamente consentiti gli spostamenti tra regioni. Stazione Centrale di Milano, ieri mattina. Giulia Bibibaldi, studentessa di Scienze politiche alla Bocconi, è in attesa del Frecciarossa che la riporterà nella Capitale. È una delle 200mila persone che, si calcola, partiranno dal capoluogo lombardo nel weekend per raggiungere soprattutto il Centro e il Sud prima di lunedì, giorno in cui scatterà lo stop ai viaggi fuori dalla Regione in cui si vive. Le stime della vigilia dicono che in 50mila useranno il treno, mentre 80mila si imbarcheranno su un aereo tra Linate e Malpensa; gli altri 70mila utilizzeranno l’auto.

Un flusso di persone che rientrano in quella quota di italiani, il 31% secondo un sondaggio di Coldiretti, che ha deciso di anticipare l’esodo per aggirare le nomative anti-Covid. Un imbuto creato dalle incertezze durate giorni sulle regole per il rientro. E che causerà la chiusura anticipata o il taglio degli orari di alcune scuole milanesi causa assenze dei professori in fuga verso il Sud. In Centrale i viaggiatori si incanalano diligentemente nei percorsi separati ormai consuetudine; niente a che vedere con l’assalto ai vagoni che andò in scena la sera del 7 marzo scorso, alla vigilia del lockdown.

È vero che i posti sono sold out, ma va considerato che i convogli viaggiano al 50% della capienza e in numero ridotto del 70% rispetto all’epoca pre-pandemia. Linate, invece, è stato scelto da chi ha deciso di salire sull’aereo per tornare dai parenti in zone più lontane, Sardegna e Sicilia in particolare. Insomma, l’Italia è in marcia e tra oggi e domani si replica. Tutto esaurito su treni veloci e aerei.