L’avvio, cauto e graduale, dell’allentamento del terzo lockdown nazionale annunciato nel Regno Unito segnerà "a partire dall’8 marzo, due settimane da oggi, la lunga strada verso la libertà" dalle restrizioni imposte dal Covid. Stadi riaperti nel Regno Unito fra maggio e giugno come teatri, cinema e altri luoghi d’intrattenimento con un...

L’avvio, cauto e graduale, dell’allentamento del terzo lockdown nazionale annunciato nel Regno Unito segnerà "a partire dall’8 marzo, due settimane da oggi, la lunga strada verso la libertà" dalle restrizioni imposte dal Covid. Stadi riaperti nel Regno Unito fra maggio e giugno come teatri, cinema e altri luoghi d’intrattenimento con un massimo di 10.000 spettatori; mentre un via libera più ampio alle presenze di pubblico per "la partire di calcio" potrà scattare nella fase 4 del piano, dal 21 giugno. Lo ha ribadito Boris Johnson (foto) alla nazione, nella conferenza stampa in diretta tv tenuta ieri sera da Downing Street. Nei giorni scorsi il Regno – in pole position sul fronte del

vaccini in Europa – si è offerto di ospitare tutte le partite degli Europei previsti per l’estate prossima, al momento programmati dalla Uefa in una formula sparpagliata tra varie capitali del vecchio continente.

Il premier ha indicato in quasi 18 milioni le persone vaccinate con la prima dose nel Regno a oggi, mentre i nuovi casi quotidiani da Covid sono scesi a circa 10.000 e i morti censiti nelle 24 ore a 178, il minimo da mesi e per la prima volta meno dell’Italia da molte settimane: con dati sull’efficacia dei vaccini sul calo di contagi e ricoveri. Ha poi confermato che la roadmap del dopo lockdown partirà dalla riapertura l’8 delle scuole, che sono complessivamente "sicure".

E l’indice dei contagi scende ancora in Spagna e passa dai 294 casi ogni 100.000 abitanti di venerdì scorso ai 252 di ieri. Secondo i criteri stabiliti dal ministero, la soglia di "rischio estremo" è fissata a 250 contagi ogni 100.000 abitanti. Negli ultimi tre giorni, sono stati contabilizzati 20.849 nuovi contagi e 535 nuove morti.