Roma, 10 aprile 2021 - La prossima settimana arriveranno in Italia le prime 184mila dosi del vaccino anti-Covid Johnson&Johnson. Le fiale dell'unico vaccino monodose sono attese fra martedì e mercoledì presso l'hub dell'aeroporto militare di Pratica di Mare. Insieme alle dosi del vaccino J&J, all'hub della difesa arriveranno anche 175mila dosi di AstraZeneca.

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Entro mercoledì, inoltre, Pfizer dovrebbe consegnare in tutta Italia oltre un milione di dosi, mentre è prevista sempre per l'inizio della settimana la consegna da parte di Moderna.

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Nel Lazio saranno consegnate 18mila dosi e saranno destinate prevalentemente alle carceri. "Si tratta di una consegna quantitativamente modesta - ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato -. Speriamo dal prossimo mese di maggio di poter avere un ampliamento delle forniture".

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Vaccino J&J: come funziona

Il vaccino Johnson&Johnson, approvato dall'Ema l'11 marzo scorso e il 12 dall'Aifa, è il quarto vaccino disponibile in Italia. La campagna vaccinale del nostro paese si arricchisce con l'unico vaccino monodose (non necessità cioè di un richiamo o seconda dose). Può essere conservato in frigo senza congelamento, caratteristica che lo rende idoneo ad una somministrazione in farmacia. In Italia ad oggi sono 11.000 le farmacie che hanno dato la loro adesione e disponibilità a somministrare il vaccino anti-Covid.

La Commissione tecnico-scientifica dell'Aifa ha confermato la valutazione dell'Ema sull'efficacia del vaccino: nelle forme gravi arriva fino al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all'85% dopo 28 giorni. Nei giorni scorsi l'Ema, dopo quattro eventi tromboembolici in quanti hanno ricevuto il vaccino anti-Covid in Usa, ha avviato una revisione per valutare le segnalazioni. Secondo le autorità americane, nessun legame provato è stato rinvenuto fra il vaccino e le trombosi.

Il vaccino J&J utilizza una tecnologia diversa da quella dei prodotti Pfizer e Moderna che sfruttano una molecola di Rna messaggero che si introduce nelle cellule del nostro corpo e le spinge a produrre l'antigene di Sars-Cov-2 che addestra il sistema immunitario a cercare e neutralizzare il virus. Viene infatti utilizzato un adenovirus (come per il vaccino AstraZeneca) come vettore per introdurre nelle cellule le informazioni necessarie a produrre l'antigene.