20 apr 2022

Johnson e i party in pieno Covid "Mi scuso ma non mi dimetto"

Il mea culpa di BoJo alla Camera dei Comuni. Il suo partito lo sostiene,. il Labour all’attacco

"Ho sbagliato e mi scuso con tutto il cuore". Il premier britannico Boris Johnson torna a scusarsi in parlamento per il partygate, lo scandalo delle feste nel suo ufficio durante il lockdown. E lo fa "in tutta umiltà", dichiarando di aver ricevuto e pagato la multa per l’evento del 19 giugno 2020 a Downing street. Ma il capo dell’opposizione laburista, Keir Starmer, lo ha attaccato duramente, parlando di una "presa in giro". La gente, ha affermato, sa "che persona è Boris Johnson e non crede ad una parola di quel che dice il primo ministro", lui "sa di essere disonesto e incapace di cambiare". Malgrado lo scandalo, Johnson non ha mai pensato a dimettersi e la guerra in Ucraina rafforza la sua posizione.

"E’ proprio perché so che tante persone sono arrabbiate e deluse, che sento anche un maggior obbligo di realizzare le priorità del popolo britannico e di rispondere, nell’ambito della miglior tradizione del nostro paese, al barbaro assalto di Putin all’Ucraina", ha dichiarato in aula.

Insieme alle scuse contrite e "senza riserve" pronunciate nel corso di un animato dibattito ai Comuni insieme al tentativo di giustificarsi con la sua "buona fede", Johnson ha ribadito che i britannici "hanno il diritto di aspettarsi di meglio dal loro primo ministro". La domanda cruciale gli è stata rivolta da un deputato compagno di partito, Peter Bone: "Ha deliberatamente ingannato il Parlamento?". "No", ha risposto il premier Tory, che insiste sul fatto di non aver consapevolmente violato la legge. Johnson a fronte dell’offensiva delle opposizioni, a partire dal Labour che ne chiede le dimissioni, ha sottolineato di aver cercato di rimediare a quanto fatto, pagando subito la multa, rimettendosi all’indagine ancora in corso (che potrebbe riservargli nuove sanzioni) e riorganizzando i suoi collaboratori a Downing Street, e allo stesso tempo ha rilanciato sulla necessità di restare al suo posto.

"Il mio compito è quello di lavorare ogni giorno per rendere il popolo britannico più sicuro, più protetto e più prospero ed è quello che continuerò a fare". Sembra comunque reggere il partito di maggioranza: un solo deputato Tory ha formalizzato la sfiducia a BoJo, Mark Harper, ex ministro dell’era Cameron e dissidente interno dei Conservatori negli ultimi anni.

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