La cattura di Johnny 'Lo Zingaro' nel 2017 (Ansa)
La cattura di Johnny 'Lo Zingaro' nel 2017 (Ansa)

Sassari, 7 settembre 2020 - Nessuna traccia a 48 ore di distanza dalla fuga di Giuseppe Mastini, 60 anni, l'ergastolano conosciuto come 'Johnny lo Zingaro', evaso dal carcere di massima sicurezza di Bancali, a Sassari. Alla sua ricerca sono impegnate tutte le forze dell'ordine già da sabato scorso, quando è stata diramata la nota del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che segnalava il suo mancato rientro, fissato per le 12.20 di quello stesso giorno, da un permesso premio alla casa famiglia 'Don Giovanni Muntoni'. Non era al suo primo permesso premio Giuseppe Mastini: dal febbraio 2019 ad oggi aveva infatti beneficiato di una dozzina di permessi premio, sempre su decisione del tribunale di sorveglianza sardo. Una media di uno al mese. 'Lo Zingaro' non aveva lasciato il carcere soltanto nel periodo caratterizzato dal lockdown adottato dal governo per fronteggiare l'emergenza coronavirus.

Oltre alla questura e alle stazioni dei carabinieri di Sassari, Porto Torres, Alghero e Olbia, dove si trovano i principali porti e aeroporti del Nord Sardegna, è stata allertata anche la polizia di frontiera degli scali di Alghero, Olbia e Cagliari, nonché quella dei porti di Palau, Olbia e Cagliari.

'Lo Zingaro', il cui soprannome è legato alle sue origini sinti, era rinchiuso da luglio del 2017 nel carcere sassarese, dopo la precedente evasione avvenuta il 30 giugno di quell'anno dal penitenziario di Fasano, in provincia di Cuneo. Anche in quella circostanza era uscito, godendo del regime di semilibertà, e non aveva fatto più rientro. Mastini ha alle spalle una lunga scia di sangue dalla fine degli anni Settanta. Il suo primo omicidio risale a quando aveva solo undici anni. Era stato coinvolto anche nell'inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Negli anni Ottanta aveva seminato il terrore a Roma. La sua prima evasione risale al 1987 quando, approfittando di una licenza premio, non rientrò in carcere e si rese protagonista di numerosi fatti criminali: furti, rapine, ma anche il sequestro di una ragazza, Silvia Leonardi, l'omicidio della guardia giurata Michele Giraldi e il ferimento di un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Fu catturato due anni dopo. Ô considerato socialmente pericoloso.

'Johnny lo Zingaro' non è il solo ergastolano ricercato dalle forze dell'ordine in Sardegna. Da oltre due mesi, infatti, proseguono ininterrottamente le ricerche di Graziano Mesina, l'ex primula rossa del banditismo sardo. L'orgolese, 78 anni, ha fatto perdere le proprie tracce dalla sera del 2 luglio, non appena avuta la notizia della conferma in Cassazione della condanna a 30 anni per traffico internazionale di droga. Orgosolo, il paese del nuorese dove Mesina viveva fino al giorno della fuga e dove risiedono ancora oggi i familiari, è stato assediato per settimane da forze dell'ordine e media. Ogni pista è stata battuta, anche quelle che lo davano espatriato in Corsica o in Tunisia. Ma finora nessuna traccia di Grazianeddu. E ora per le Forze di Polizia sono due i ricercati 'illustri' per cui battere palmo a palmo la Sardegna.

Bonafede: "Fatto grave"

 "Ho attivato immediatamente l'ispettorato. Quella è una decisione presa dal Tribunale di sorveglianza. Ho ritenuto che ci fossero i presupposti, vista la gravità del fatto, per verificare quello che è accaduto con la giusta attenzione" queste le parole di ministro della Giustizia Alfonso Bonafede rispondendo alle domande sull'evasione di 'Johnny lo Zingaro'.