Venezia, 13 marzo 2013 - Lutto nel mondo delle due ruote. È morto la scorsa notte all'ospedale di Montebelluna (Treviso) il fondatore di Aprilia, Ivano Beggio. Aveva 73 anni. Era nato a Rio San Martino di Scorzè, nel veneziano, e aveva affiancato da giovanissimo il padre nella piccola officina di costruzione di biciclette. Fu grazie a lui  che nel giro di pochi anni, l'Aprilia da una piccola realtà locale diventa un colosso nel mondo. Beggio fu presidente di Confindustria Venezia per alcuni anni a partire dal 1991. E' stato insignito del titolo di 'Cavaliere del lavoro' e 'Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana'. La casa motociclistica oggi è parte del gruppo Piaggio.

L'ASCESA INDUSTRIALE - Dal punto di vista industriale, negli anni '80 Aprilia si impone come marchio leader nella produzione di motociclette di piccola cilindrata (50 e 125 cm3), mentre nel decennio successivo grazie ad un nucleo di progettisti e designer di successo la casa di Noale lancia una serie di modelli Aprilia destinati alla mobilità urbana, esteticamente e tecnologicamente innovativi: nel 1991 lo Scarabeo; nel 1992 il primo scooter e la prima moto due tempi a marmitta catalitica. Nel 1998 entra nel settore delle moto di grande cilindrata con la RSV Mille (moto dell'anno nel 1999). Nel 2000 Aprilia acquisisce i marchi Moto Guzzi e Moto Laverda, e consegue numerosi successi anche in campo sportivo. Nel 2004 Beggio cede il gruppo alla Piaggio restando comunque presidente onorario dell'azienda fino al 2006.

Il presidente dell'Aprilia Ivano Beggio con Capirossi, Rossi e Harada (Ansa)TALENT SCOUT E GRANDE SPORTIVO - La passione per la velocità era talmente forte che nel 1975 Beggio inizia a costruire motociclette da competizione e nel 1977 l'Aprilia si aggiudica il campionato italiano cross delle classi 125 e 250. Ma è in qualità di talent scout che Beggio ha i meriti più grandi. E' grazie al suo 'fiuto' che Aprilia lancia piloti che segneranno la storia del motomondiale, due su tutti: Valentino Rossi e Max Biaggi. Ma attraverso la casa di Noale sono passati anche Jorge Lorenzo, Loris Reggiani, Marco Melandri, Alex Gramigni, Roberto Locatelli, Manuel Poggiali e tanti altri. In totale la Aprilia ha vinto 56 titoli mondiali nelle varie specialità motociclistiche, tra le categorie piloti e costruttori. Con i suoi 19 titoli costruttori complessivi, si colloca al 4º posto tra le case più vincenti di sempre.

"I bolidi prodotti a Noale hanno segnato un'epoca"

MAX BIAGGI - "Ivano Beggio è stato parte della mia vita sportiva, una specie di padre nel racing. Mi ha dato fiducia e una moto competitiva quando dopo l'europeo vinto sempre su Aprilia, ero poco più che un ragazzino". E' il ricordo del campione del mondo Max Biaggi. "La sua fu una scelta coraggiosa ma anche intelligente. E sono questi due aspetti che ricordo con più chiarezza di Ivano Beggio, il saper mettere tanta passione a servizio delle sue capacità, così da trovare sempre, la forza e le energie per un passo in più. Anche da questo sono arrivate le mie tante vittorie con Aprilia", ha aggiunto Biaggi.

"Io sono stato un po' la punta di diamante di quegli anni lì perché ero il pilota, ma ci siamo tolti insieme grandissime soddisfazioni, come una delle tappe del mondiale di allora che era Suzuka, la pista prova della Honda, di proprietà loro, e la prova del mondiale di apertura si faceva sempre lì", ha dichiarato successivamente Biaggi a Radio RTL 102.5. "Mi ricordo che siamo riusciti a vincere per la prima volta in assoluto con l'Aprilia il GP della 250 battendo Honda, Suzuki e Yamaha. Non c'erano paragoni - ha aggiunto - tra l'Aprilia, una piccola azienda, e i colossi giapponesi, era quasi uno scherzo. Beggio, oltre a essere un grande appassionato, era un generoso, perché lui sapeva premiare i suoi uomini, li motivava. Onore e merito a chi ha fatto grande una piccola azienda come l'Aprilia".

ZAIA - "I bolidi prodotti a Noale hanno portato in alto campioni come Rossi, Capirossi, Biaggi, Lorenzo, mentre le produzioni da strada, moto e scooter, hanno segnato un'epoca, per le due ruote in assoluto, per il motociclismo sportivo ma, più in generale, per l'imprenditoria veneta, che trovò in lui un capitano d'industria appassionato e indomabile, al punto di sfidare sul mercato i vari colossi giapponesi", ha ricordato il presidente del Veneto Luca Zaia. "Proprio domenica prossima - conclude Zaia - si corre in Qatar il primo Moto Gp del 2018. Le cronache sportive danno il Team Aprilia in ascesa, con un pilota collaudato come Aleix Espargaro e il nuovo arrivo Scott Redding. Ivano li guarderà dall'alto, e sarebbe bello vedere una livrea Aprilia lottare là davanti e, magari, centrare il podio, come per dirgli grazie, ci mancherai".

PIAGGIO E COLANINNO - Il Gruppo Piaggio e Aprilia, in una nota, "ricorda con affetto e stima Ivano Beggio, fondatore di Aprilia". Spende belle parole per Beggio il presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio, Roberto Colaninno. "Ivano Beggio ha saputo unire alla competenza e al coraggio dell'imprenditore la creatività e la passione genuina per la moto - sottolinea Colaninno -. E' stato un visionario anzitempo, e la combinazione straordinaria di questi fattori gli ha permesso di creare, praticamente dal nulla, una delle più belle storie dell'industria motociclistica italiana, dando vita a un sogno. Continuare a far correre e crescere il marchio Aprilia nel mondo è il modo migliore per onorarne il ricordo". Romano Albesiano, direttore Sportivo di Aprilia Racing, invita a "pensare ai campioni che Aprilia ha fatto crescere, alle vittorie che ha collezionato, per capire l'importanza del progetto di Ivano Beggio. Pensare di sfidare in pista i giapponesi, andare a misurarsi contro i costruttori più grandi partendo da zero e alla fine vincere significa mettere insieme testa e cuore, grandi capacità manageriali e tanto amore per il nostro mondo".

PRESIDENTE ACI - Anche il presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani, lo ricorda su Twitter: "Il mondo piange Ivano Beggio, patron Aprilia, artefice del lancio di un marchio di eccellenza per le due ruote. Senza di lui non sarebbero nate le leggende di Rossi, Biaggi, Melandri, Locatelli e Poggiali. La sua storia va insegnata nelle scuole".