Italiano morto a Dubai. Ucciso da un’onda anomala Era latitante dopo il crac Eutelia

Il corpo ripescato alcuni giorni fa: le impronte corrispondono a quelle di Samuele Landi. L’imprenditore aretino era stato condannato a 8 anni per il fallimento della compagnia telefonica.

Italiano morto a Dubai. Ucciso da un’onda anomala  Era latitante dopo il crac Eutelia
Italiano morto a Dubai. Ucciso da un’onda anomala Era latitante dopo il crac Eutelia

L’ultimo progetto visionario, quello delle isole artificiali in cui vivere in acque internazionali, gli è costato la vita. Non ci sono più dubbi che il corpo ritrovato al largo delle coste di Dubai sia di Samuele Landi, 58 anni, ex amministratore delegato di Eutelia latitante dal 2010 negli Emirati Arabi Uniti, condannato in via definitiva a 8 anni per bancarotta fraudolenta. Il suo corpo è stato ripescato, non riconoscibile, dopo una tempesta che ha travolto la chiatta sulla quale si trovava con altre tre persone, un’altra delle quali è dispersa. Un sopravvissuto avrebbe anche incontrato la moglie a Dubai e le ha detto di averlo visto tirato via in direzione opposta mentre si aggrappava a un relitto. Ieri la polizia guardacoste di Dubai ha comunicato a voce ai familiari che le impronte digitali di uno dei cadaveri recuperati corrispondono a quelle di Landi. Nella sua latitanza dorata l’ex leader di Eutelia portava avanti il progetto Aisland: da mesi viveva in mezzo al mare su piattaforme galleggianti che stavano seguendo i lavori per costruire un paese sull’acqua da circa cinquemila residenti e 180mila metri quadri a una quarantina di chilometri dalla riva.

"Un modo per dare alla gente un luogo dove non pagare le tasse a uno Stato autocratico", diceva Samuele in un video di qualche mese fa. "I familiari – spiega l’avvocato difensore di Landi, Amedeo Di Segni – hanno ricevuto dalla polizia del posto solo una comunicazione informale, verbale, sulle impronte digitali. Non ci sono documenti, ora aspettano anche quelli sul Dna". "Io stesso – dice il legale – avrei bisogno della procura di Landi per presentare un ricorso in Cassazione contro un’altra condanna, quella per la bancarotta di Agile. Ci eravamo sentito un paio di settimane fa, sarebbe dovuto rientrare a Dubai con il motoscafo nei giorni scorsi per firmare al consolato. Landi si è sempre considerato un esiliato, non un latitante", puntualizza Di Segni.

Campione italiano di enduro negli anni Ottanta, nei dieci anni successivi partecipa cinque volte alla Parigi-Dakar con l’amico Fabrizio Meoni. Appassionato di paracadutismo aveva aperto un centro lanci all’aeroporto di Molin Bianco di Arezzo e sotto la sua guida Eutelia ha sponsorizzato e gestito una squadra di basket che ha sfiorato il sogno dell’A2. Un po’ come Steve Jobs, la storia imprenditoriale di Samuele Landi parte da un garage dove nasce Plug It che si trasforma in Eutelia e nel 2009 diventa il quinto operatore nazionale di telefonia con un fatturato di quasi un miliardo di euro e oltre duemila dipendenti. Poi il crac, i 300 milioni della bancarotta nascosti in Svizzera, la fuga a Dubai e l’ultima tempesta in acque internazionali.