di Valentina Beltrame e Maria Silvia Cabri Legata e imbavagliata, seviziata sessualmente e strangolata, per poi essere messa all’interno di un frigorifero quando – è il terribile dubbio degli inquirenti – forse era ancora viva. È l’atroce fine di una italiana, Claudia Lepore, 59 anni di Carpi (Modena) uccisa a Santo Domingo, nella sua villa vicina alle spiagge di Punta Cana, probabilmente nelle prime ore di lunedì. Un dominicano, Antonio Lantigua detto El Chino, ha confessato l’omicidio venerdì pomeriggio quando ha capito di essere braccato dalla polizia. L’uomo – che in una prima sommaria confessione davanti alla stampa locale aveva indicato gli amici italiani della vittima (la modenese Ilaria Benati e il toscano Jacopo Capasso) come mandanti del delitto – nella...

di Valentina Beltrame

e Maria Silvia Cabri

Legata e imbavagliata, seviziata sessualmente e strangolata, per poi essere messa all’interno di un frigorifero quando – è il terribile dubbio degli inquirenti – forse era ancora viva. È l’atroce fine di una italiana, Claudia Lepore, 59 anni di Carpi (Modena) uccisa a Santo Domingo, nella sua villa vicina alle spiagge di Punta Cana, probabilmente nelle prime ore di lunedì. Un dominicano, Antonio Lantigua detto El Chino, ha confessato l’omicidio venerdì pomeriggio quando ha capito di essere braccato dalla polizia.

L’uomo – che in una prima sommaria confessione davanti alla stampa locale aveva indicato gli amici italiani della vittima (la modenese Ilaria Benati e il toscano Jacopo Capasso) come mandanti del delitto – nella seconda versione ha parlato di una lite degenerata. "L’ho strangolata perché non mi voleva dare i soldi", avrebbe detto. Intanto la modenese e il suo socio Capasso, agente immobiliare originario della provincia di Pistoia, si trovano – come riportano i giornalisti dominicani – in carcere con l’accusa di essere i mandanti dell’omicidio. Saranno messi a disposizione del pm di La Altagracia. Si proclamano innocenti e hanno assunto uno dei migliori avvocati del Paese caraibico. Erano stati proprio loro a denunciare la scomparsa di Claudia Lepore, 59 anni, amica e vicina di casa di Ilaria.

Le due modenesi nel 2009 si erano trasferite insieme a Santo Domingo dove avevano realizzato il loro sogno: aprire un bed and breakfast e vivere in un ambiente paradisiaco. Ma poi si erano separate, c’erano stati degli screzi anche di natura economica legati alla gestione del residence. Negli ultimi mesi, però, si erano riavvicinate tanto che la vittima si era trasferita in una villa vicino alla casa di Ilaria. La polizia sta indagando su un messaggio ricevuto proprio da Ilaria Benati e spedito da El Chino: "Pagami i 200mila pesos, ho già fatto, se non mi paghi ti succederà la stessa cosa, ti uccido". Per gli inquirenti questa frase ambigua potrebbe essere la prova di un omicidio su commissione.

Per la difesa di Ilaria e Jacopo, invece, Lantigua cercava di riscuotere il denaro per alcuni lavori edili effettuati a casa di Claudia Lepore, che non lo aveva ancora pagato, dall’amica. "Credo che alla base di tutto ci sia una questione di soldi – ha detto la madre di Ilaria Benati, che è riuscita a parlare brevemente con la figlia detenuta tramite l’avvocato dominicano –. A Claudia non andavano bene certi lavori e voleva fossero rifatti: l’uomo però voleva essere pagato. Per questo ci sono dei messaggi di lui sul telefono di mia figlia. Penso che l’uomo volesse da mia figlia Ilaria i soldi che non era riuscito a riscuotere dalla sua amica". "Claudia non aveva debiti", sostiene invece la sorella della vittima: "Lei voleva essere felice e basta". Le amiche della 59enne assassinata, dicono che la donna aveva paura: "Non è chiaro di chi fosse il terreno su cui aveva costruto la villa – racconta una confidente –. Mi chiese di darle un consiglio sulla valutazione della casa, voleva venderla. Le dissi di tornare subito a Carpi, ma non ha fatto in tempo".

Dopo l’orrendo omicidio, El Chino avrebbe rubato diversi oggetti di valore dalla villetta della vittima. Li avrebbe poi venduti mentre attraversava Dajabón, Navarrete e altri distretti, oltre a utilizzare più volte le carte di credito di Claudia. Poi si è costituito scortato dai giornalisti: "Avrebbe raccontato l’omicidio con freddezza, raccontando dettagli indescrivibili. Ha detto di essere fuggito con l’auto della vittima, di aver giocato a dadi, mangiato e bevuto con i soldi prelevate con le carte di credito della 59enne rimasta in frigo per tre giorni", riporta il sito Bavarodigital.net. Oriundo del barrio Haití di Puerto Plata, l’uomo sarà interrogato dal giudice martedì. Avrebbe tra i suoi precedenti penali un altro omicidio risalente a molti anni fa.