di Rita Bartolomei Sei morti in meno di due mesi, tre in poche ore. Bilancio tragico per la stagione dei roghi. Ieri a Paternò (Catania) un agricoltore trentenne è rimasto schiacciato dal trattore mentre cercava di spegnere un incendio in un podere. Le altre cinque vittime tutte in Calabria, nel Reggino. L’ultima a Cardeto, aveva 79 anni. Poche ore prima era stato trovato senza vita Mario Zavaglia, 77enne. Sorpreso dalle fiamme nel suo casolare di montagna a Grotteria, dove andava quasi ogni giorno, innamorato della sua terra. Racconta...

di Rita Bartolomei

Sei morti in meno di due mesi, tre in poche ore. Bilancio tragico per la stagione dei roghi. Ieri a Paternò (Catania) un agricoltore trentenne è rimasto schiacciato dal trattore mentre cercava di spegnere un incendio in un podere. Le altre cinque vittime tutte in Calabria, nel Reggino. L’ultima a Cardeto, aveva 79 anni. Poche ore prima era stato trovato senza vita Mario Zavaglia, 77enne. Sorpreso dalle fiamme nel suo casolare di montagna a Grotteria, dove andava quasi ogni giorno, innamorato della sua terra. Racconta nel pomeriggio il sindaco Vincenzo Loiero, mentre attraversa un paesaggio di fuoco e fumo, lo stesso municipio è circondato dalle fiamme: "Era partito presto, verso le 11 il figlio ha provato a contattarlo senza riuscirci. Poi la scoperta. La situazione qui è drammatica, stiamo evacuando una decina di famiglie in pericolo".

Ma le fiamme avevano già ucciso a fine giugno a Montebello. Carmelo Genovese, 57 anni, "è morto perché voleva salvare i suoi ulivi", come racconta con commozione il sindaco Maria Foti. Stessa dinamica tragica di San Lorenzo, dove venerdì scorso sono rimasti uccisi così Margherita Cilione, 56 anni, e Antonino, 34enne, zia e nipote di Bagaladi. "Hanno calcolato 170 focolai in tutta la regione – è il resoconto drammatico del sindaco Foti –. E c’è anche un’emergenza idrica, perché le fiamme hanno danneggiato le condotte in montagna". Feriti al cuore anche i laghetti di Saline Joniche, patrimonio Unesco. I sindaci insistono: "Sono roghi dolosi, mai visto niente di simile". Mentre arriva l’anatema dei vescovi calabresi: "I piromani sono assassini ambientali. Ma le istituzioni possono e devono fare di più per fermare il fuoco".

Brucia il Mediterraneo, anzi il mondo, dal Canada alla Siberia. Mentre nel nostro Paese dalla mezzanotte al pomeriggio di ieri i pompieri sono stati impegnati in 600 incendi. Gli altri punti critici in Sardegna, dopo l’Oristanese a fuoco la provincia di Nuoro. In Sicilia, "una catastrofe, un panorama spettrale. I danni alle aziende, ai pastori sono enormi, ma non sono quantificabili quelli al territorio", è la sintesi choc di Legambiente sulle Madonie. Silvia Lottero, architetto, direttore facente funzione del parco d’Aspromonte, ha un dubbio: "Questi incendi sono stati sottovalutati. Siamo stati i primi a dare l’allarme, il fuoco è partito dalla periferia di Reggio Calabria. Certo che sono roghi dolosi, spegni da una parte e ripartono dall’altra, anche a distanza. Da giorni stiamo cercando di fare tutto il possibile per salvare le Faggete Unesco. Mi pare sia montata una rabbia contro le aree protette, in tutto il Paese. Combattiamo a mani nude, cercando di tenere a bada i roghi con le pale. Che pena vedere questa distruzione".