Tommaso Claudi, 31 anni,. console a Kabul, mentre salvava un bambino in lacrime
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La versione europea della lotta al terrore passa dalla Bielorussia, nel momento in cui la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson dichiara come l’Italia sia messa "sotto pressione" dai nuovi arrivi di migranti dal Mediterraneo. Secondo Johannsson, le attività del dittatore bielorusso Aleksandr Lukashenko fornirebbero "possibili vie per terroristi e altri criminali di arrivare nell’Ue". Parlando ai giornalisti a Bruxelles, ha ribadito come sia importante che "chiunque entri nell’Ue sia esaminato e registrato in modo adeguato per non fare entrare persone che costituiscano una minaccia per la...

La versione europea della lotta al terrore passa dalla Bielorussia, nel momento in cui la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson dichiara come l’Italia sia messa "sotto pressione" dai nuovi arrivi di migranti dal Mediterraneo. Secondo Johannsson, le attività del dittatore bielorusso Aleksandr Lukashenko fornirebbero "possibili vie per terroristi e altri criminali di arrivare nell’Ue". Parlando ai giornalisti a Bruxelles, ha ribadito come sia importante che "chiunque entri nell’Ue sia esaminato e registrato in modo adeguato per non fare entrare persone che costituiscano una minaccia per la sicurezza". Gli sviluppi in Afghanistan hanno fatto salire il livello di guardia sulla sicurezza in tutta l’Unione, tanto da imporre la messa a punto di un piano antiterrorismo, con controlli rafforzati per quanti varcano illegalmente le frontiere esterne. Allo stesso tempo, Bruxelles continua a pagare la Turchia: ieri il Consiglio Ue ha approvato un finanziamento da 150 milioni di euro per il sostegno dei profughi siriani.

In Bielorussia si parla di "traffico di migranti sponsorizzato dallo Stato". Per la Ue è preoccupante "il ruolo sempre maggiore di attori statali nel creare artificialmente e facilitare l’immigrazione irregolare, utilizzando i flussi migratori come strumento a fini politici". Dichiarazioni di fuoco, quelle della commissaria, comprensibili alla luce delle recenti pratiche del regime bielorusso. Da quando l’Ue ha imposto sanzioni economiche al Paese per il dirottamento, a maggio, di un aereo su cui viaggiava un attivista anti-regime al fine di arrestarlo, Lukashenko è accusato di utilizzare come arma i flussi migratori verso Polonia e Lituania, che hanno definito tali azioni come un atto di "guerra ibrida", per destabilizzare l’intera Ue. Numerose inchieste hanno portato alla luce il ruolo dei servizi segreti bielorussi nel fornire visti a coloro che vogliono fuggire dal Medio Oriente, che pagano migliaia di euro i trafficanti di esseri umani per volare fino a Minsk ed essere trasportati al confine. Alla frontiera con la Polonia, dove è stato eretto un muro di due metri con filo spinato, la settimana scorsa sono morte di stenti 5 persone. Oggi Johansson sarà a Varsavia per discutere della situazione. La proposta sarà l’invio degli agenti di Frontex al confine per rafforzare i controlli, e nella discussione rientrerà il ritrovamento di materiale sull’estremismo islamico ad alcuni richiedenti asilo arrivati dalla Bielorussia, denunciato dal polacco.

Ma in assenza di una vera solidarietà europea e un accordo sul Patto, è ancora una volta l’Italia a soffrire di più. Nei primi nove mesi dell’anno il Mediterraneo centrale ha registrato l’aumento più elevato di ingressi (+82% sul 2020) rispetto a tutte le altre rotte verso l’Ue. "Siamo a 45mila arrivi. A fine 2020 erano 34mila ma non dipende da Lamorgese che li fa arrivare", ha puntualizzato il capo del Viminale, sollecitando "l’Europa a fare presto" nel suo intervento sul Mediterraneo. I dati rivelano che almeno la metà dei richiedenti asilo sono partiti dalla Libia, 17mila dalla Tunisia.