di Aldo Baquis Una falla clamorosa, sfuggita all’attenzione dei celeberrimi servizi segreti di Israele, è stata sul punto di essere sfruttata dal nemico n. 1 dello Stato ebraico: l’Iran. Un gruppo di hacker associato all’Iran, Black Shadow, potrebbe essere stato molto vicino ad impadronirsi del computer del ministro della Difesa e vice premier Benny Gantz. Un personaggio trascurato fino a due settimane fa dallo Shin Bet (il servizio di sicurezza interno) si è aggirato tranquillamente nelle stanze della famiglia Gantz a...

di Aldo Baquis

Una falla clamorosa, sfuggita all’attenzione dei celeberrimi servizi segreti di Israele, è stata sul punto di essere sfruttata dal nemico n. 1 dello Stato ebraico: l’Iran. Un gruppo di hacker associato all’Iran, Black Shadow, potrebbe essere stato molto vicino ad impadronirsi del computer del ministro della Difesa e vice premier Benny Gantz. Un personaggio trascurato fino a due settimane fa dallo Shin Bet (il servizio di sicurezza interno) si è aggirato tranquillamente nelle stanze della famiglia Gantz a Rosh ha-Ayn. Ha fotografato il suo computer, la sua cassaforte, le sue foto di famiglia. In un eccesso di zelo – per dimostrare la propria intimità con la residenza del ministro – ha ripreso la bolletta delle tasse municipali della famiglia. Poi ha soppesato la possibilità di infettare il suo computer con un malware.

Questo è stato il passo falso dell’“uomo-ombra“. Solo allora – dopo due anni che era di casa dai Gantz – lo Shin Bet ha fiutato il pericolo ed in extremis lo ha arrestato. Si è così appreso che era il suo domestico: Omri Goren-Gorochowsky, 37 anni, che adesso è stato incriminato per spionaggio. La trascuratezza di chi avrebbe dovuto vegliare sulla sterilità dell’ambiente familiare del ministro della Difesa di Israele – colui il quale, fra l’altro, starebbe esaminando la possibilità di un attacco contro le infrastrutture nucleari di Teheran – lascia allibiti. Gorochowsky ha alle spalle almeno cinque condanne per reati penali e ha scontato quattro anni di carcere. La sua vita travagliata include, secondo l’emittente, anche una rapina in banca. Ma era stato assunto da una società di pulizie domestiche e i Gantz avevano sempre avuto l’impressione che si trattasse di persona "garbata".

La trama – secondo l’incriminazione presentata al tribunale di Lod – ha avuto inizio quando Black Shadow, gruppo misterioso che secondo Israele è pilotato da Teheran, ha sferrato un attacco cyber catturando il database di una importante clinica e impadronendosi di una chat di Lgbt. Ha anche chiesto un riscatto da un milione di dollari, che tuttavia non è stato pagato. Gorochowsky, per l’accusa, ha pensato che forse Black Shadow sarebbe stato interessato alle immagini raccolte sul tavolo di Gantz e anche – dietro adeguato compenso – a installare un malware nel suo Pc. Poche ore dopo la sua goffa offerta (via Telegram) – scritta in un inglese tradotto dall’ebraico con Google – il domestico si è trovato in manette per spionaggio. Dietro le quinte infuria una guerra per stabilire chi avrebbe dovuto impedire a Gorochowski di varcare la soglia dei Gantz. Per i servizi di sicurezza, un problema inaspettato ed assillante.