di Giampaolo Pioli Donald Trump, seduto nel suo Studio Ovale e affiancato da negoziatori e ministri della Casa Bianca, la chiama "una svolta enorme. Uno storico accordo tra Israele e Emirati Arabi Uniti che farà avanzare la pace in Medio Oriente". I leader dei due Paesi arriveranno alla Casa Bianca a firmarlo ufficialmente tra qualche settimana dando a Trump la visibilità di cui il presidente ha bisogno in questa campagna elettorale. Anche il suo rivale Joe Biden saluta con favore l’annuncio dell’intesa: "È un passo storico per unire le profonde divisioni del Medio Oriente...

di Giampaolo Pioli

Donald Trump, seduto nel suo Studio Ovale e affiancato da negoziatori e ministri della Casa Bianca, la chiama "una svolta enorme. Uno storico accordo tra Israele e Emirati Arabi Uniti che farà avanzare la pace in Medio Oriente". I leader dei due Paesi arriveranno alla Casa Bianca a firmarlo ufficialmente tra qualche settimana dando a Trump la visibilità di cui il presidente ha bisogno in questa campagna elettorale.

Anche il suo rivale Joe Biden saluta con favore l’annuncio dell’intesa: "È un passo storico per unire le profonde divisioni del Medio Oriente e l’offerta degli Emirati di riconoscere pubblicamente lo Stato d’Israele è un atto coraggioso e indispensabile di arte di governo. Ed è un riconoscimento cruciale che Israele è una parte vibrante e integrale del Medio Oriente".

Il blocco dell’occupazione dei territori palestinesi riapre la partita. Almeno della distensione. Si tratta di una mossa inaspettata, ma che potrebbe davvero avere portata storica. Anche dall’Egitto il presidente al-Sisi saluta l’intesa come positiva e il principe ereditario degli Emirati Mohammed Bin Zayad conferma che, nel corso di una conversazione telefonica a tre in mattinata con Netanyahu e il presidente Trump, è stato concordato lo stop delle annessioni e l’avvio di una road map per la ripresa delle relazioni fra i due paesi. Nello Studio Ovale circondato dai diplomatici dei due paesi coinvolti e affiancato dal genero Jared Kushner, che Trump vuole indicare come il silenzioso architetto di questa intesa, il presidente Usa esprime non solo soddisfazione, ma riagguanta la notizia per ritrovare il timone della sua politica internazionale. E aggiunge: "Se verrò rieletto, vi assicuro che anche l’Iran firmerà un accordo con noi in meno di un mese. Ci saranno progressi anche con la Corea del Nord…".

Al confine con la Striscia di Gaza invece le notizie sono meno ottimiste e non si allenta la tensione perché i palestinesi hanno continuato a lanciare palloni aerei incendiari verso la comunità israeliana: più di 80 i roghi. Risposta dell’aviazione militare israeliana immediata. Bersagli: un presidio militare di Hamas e alcuni tunnel. A Ramallah, nella West Bank, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, che aveva già respinto il piano Usa, ha convocato una riunione d’emergenza per valutare la risposta all’accordo tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti – primo Stato del Golfo a normalizzare con Tel Aviv – che dopo anni di stallo potrebbe aprire davvero qualche spiraglio.

Nell’intesa, oltre alla firma, di importanti negoziati economici, Israele si impegna a rinunciare all’annessione della Cisgiordania "su richiesta del presidente americano" e le autorità di Tel Aviv aggiungono che "sospenderemo le dichiarazione di sovranità sulle aree indicate nel piano di pace Usa e concentreremo i nostri sforzi sull’espansione dei legami con altri Paesi del mondo arabo e musulmano".