La madrina Patrizia Mirigliani, 63 anni, sul palco assieme al papà Enzo, patron del concorso di bellezza, morto a 94 anni nel 2011
La madrina Patrizia Mirigliani, 63 anni, sul palco assieme al papà Enzo, patron del concorso di bellezza, morto a 94 anni nel 2011
Non ci sono solo gli effetti della pandemia a rendere difficile la gestione di un’azienda importante del mondo dello spettacolo. Soprattutto se si è donna. Patrizia Mirigliani è una manager che pare una privilegiata o una predestinata. Ma dal 2003, quando ha ereditato dal padre l’organizzazione di Miss Italia, ha dovuto affrontare mille difficoltà, attacchi personali, diffidenza perché c’è ancora chi considera le donne inadeguate per certi ruoli e anche l’umiliazione del mobbing. Oltre a dolorose vicende familiari con il difficile rapporto con un figlio che ha denunciato per salvarlo. Una donna che gestisce un concorso che valorizza la donna in tutte le sue declinazioni. Sembra un’equazione perfetta, in realtà non è così. "Quando però ho preso in mano le redini dell’azienda tanta gente che credevo...

Non ci sono solo gli effetti della pandemia a rendere difficile la gestione di un’azienda importante del mondo dello spettacolo. Soprattutto se si è donna. Patrizia Mirigliani è una manager che pare una privilegiata o una predestinata. Ma dal 2003, quando ha ereditato dal padre l’organizzazione di Miss Italia, ha dovuto affrontare mille difficoltà, attacchi personali, diffidenza perché c’è ancora chi considera le donne inadeguate per certi ruoli e anche l’umiliazione del mobbing. Oltre a dolorose vicende familiari con il difficile rapporto con un figlio che ha denunciato per salvarlo.

Una donna che gestisce un concorso che valorizza la donna in tutte le sue declinazioni. Sembra un’equazione perfetta, in realtà non è così.

"Quando però ho preso in mano le redini dell’azienda tanta gente che credevo affezionata mi ha fatto capire che ero scomoda. Mi immaginavo riconoscenza e invece c’era la volontà di ostacolarmi, di ferirmi con il mobbing. Ero angosciata, mi sentivo accerchiata, ma ho retto perché volevo salvare la mia azienda e tanti posti di lavoro. Per questo dico alle ragazze di non mollare, credendo sempre in loro stesse".

Chi ha vissuto l’esperienza di Miss Italia dice di essere cresciuta. Perché in fin dei conti il concorso è una palestra di vita.

"Significa stare insieme per tanti giorni condividendo i problemi l’una dell’altra. Le ragazze si raccontano, chiedono risposte alle domande nel passaggio dall’adolescenza all’essere donna. E imparano il rispetto delle regole che spesso una famiglia disgregata non è in grado di dare. Anche le partecipanti che non riescono a vincere sottolineano che hanno fatto tesoro di quanto vissuto, perché metabolizzare le delusioni significa crescere. La bellezza è solo un aspetto di un percorso dove ci deve essere l’indipendenza economica. Tante ragazze con il trampolino di Miss Italia hanno avuto opportunità lavorative nel mondo del cinema e del giornalismo".

Se poi gli attacchi arrivano da altre donne fanno ancora più male.

"Avevo esultato per l’elezione di Laura Boldrini a presidente della Camera. Sentirla dire che la Rai aveva fatto bene a interrompere il rapporto con Miss Italia è stato un colpo al cuore. Un attacco verso di me che mi batto da sempre per la salvaguardia delle ragazze: ho eliminato la sfilata in costume da bagno perché capivo che sarebbe stata strumentalizzata, ho portato le mamme e le donne fino a 30 anni a un concorso in prima linea contro la violenza di genere, ho combattuto la prevenzione contro le ragazze di taglia robusta facendo partecipare le curvy come antidoto all’anoressia. Del resto avevamo abolito le misure già dagli anni Novanta, allargando i confini della bellezza. È un messaggio universale di crescita della donna".

Un percorso che trova ostacoli ancora più complicati a causa della pandemia.

"Lo smart working colpisce più le donne perché debbono organizzare anche la famiglia. Spesso sottopagate e con il confinamento più soggette a violenza. Ma dobbiamo credere fino in fondo a quello che vogliamo essere. Oggi la donna sa conquistare ruoli importanti in ambiti che erano prettamente maschili con le proprie capacità, senza bisogno delle quote rosa".

Dimostrando quel coraggio che lei ha avuto denunciando suo figlio per salvarlo dalla droga.

"Nicola è stato vittima di bullismo da bambino. Alcuni mi hanno criticato perché una madre non deve denunciare il figlio ma volevo far riflettere su un dramma che è non solo mio. Ricevo tante mail di madri disperate perché chi lotta per i figli sono soprattutto loro. Lo Stato deve fare di più con leggi affinché i giovani siano obbligati a curarsi in appositi centri e poi reintegrati socialmente con il lavoro".

Una Patrizia Mirigliani resiliente come il suo concorso che batte tutte le avversità, compreso il Covid.

"Abbiamo voluto l’edizione 2020 in streaming e nel rispetto del momento che stiamo vivendo. Sono orgogliosa perché sarebbe stato un segnale di resa. Miss Italia ci sarà anche nel 2021 anche se dobbiamo decidere con quale modalità. Anche questo è un messaggio di speranza per le donne impegnate nelle loro battaglie quotidiane".