Un’immagine dell’attentatore, i passanti cercando di fermarlo
Un’immagine dell’attentatore, i passanti cercando di fermarlo
di Roberto Giardina Torna la paura del terorismo in Germania. Un uomo uccide tre passanti a coltellate e ne ferisce altri cinque, tra cui un bambino, in pieno centro a Würzburg, in Baviera. Alcuni sono in pericolo di vita. È un somalo di 24 anni. La polizia ha sparato, il killer ferito a una coscia è stato ricoverato in ospedale. È vietato in Germania rivelare la nazionalità degli autori dei delitti come delle vittime, ma la norma favorisce voci incontrollate. Si vogliono evitare reazioni razzistiche, in particolare in piena campagna elettorale (si vota fra tre mesi), per non favorire l´estrema destra....

di Roberto Giardina

Torna la paura del terorismo in Germania. Un uomo uccide tre passanti a coltellate e ne ferisce altri cinque, tra cui un bambino, in pieno centro a Würzburg, in Baviera. Alcuni sono in pericolo di vita. È un somalo di 24 anni. La polizia ha sparato, il killer ferito a una coscia è stato ricoverato in ospedale. È vietato in Germania rivelare la nazionalità degli autori dei delitti come delle vittime, ma la norma favorisce voci incontrollate. Si vogliono evitare reazioni razzistiche, in particolare in piena campagna elettorale (si vota fra tre mesi), per non favorire l´estrema destra. Ma l´aggressione è avvenuta tra i passanti che hanno riferito come il killer fosse un africano.

Il giovane poco dopo le 17 ha aggredito una donna innanzi a una farmacia nella Barbarossaplatz, colpendola con un coltello da cucina di una trentina di centimetri. Sono subito intervenuti alcuni uomini per difendere la signora, l´aggressore ha sferrato fendenti, colpendo alla cieca. Sulla piazza e sulle strade vicine sono rimaste chiazze di sangue che segnano la fuga del killer e i punti in cui ha continuato a colpire chi cercava di fermarlo. La prima chiamata alla polizia è giunta alle 17,20. Nei filmati dei testimoni si vede il killer muoversi senza controllo, come se fosse drogato. Un giovane smilzo coperto da un largo maglione marrone. Una decina di uomini lo hanno circondato, impedendogli di fuggire. Un agente ha aperto il fuoco da pochi metri.

Il somalo era giunto a Würzburg nel 2015, dopo il 5 settembre quando Frau Merkel decise di non chiudere le frontiere innanzi all´esodo dei fuggiaschi che giungevano dai Balcani. In quattro mesi giunsero un milione e centomila profughi, non tutti siriani come si volle credere. L´attentatore, viene comunicato, aveva compiuto piccoli reati, ed era noto alle autorità. Da alcuni giorni era curato per disturbi psichici, ha comunicato il ministro degli Interni bavarese, Joachim Hermann. Si esclude che sia un fanatico religioso, anche se sempre il ministro ha annunciato che l’aggressore avrebbe urlato ’Allah Akhbar’ (‘Allah e’ grande’) durante la strage.

Nella stessa giornata di ieri, sempre in Germania, le forze speciali tedesche hanno arrestato un 21enne sospettato di pianificare un attentato terroristico islamista. Il giovane è stato fermato mentre cercava di entrare nel Paese dalla Francia. Voleva, a quanto si apprende, acquistare un fucile. Cinque anni fa, su un treno regionale partito da Würzburg, un afgano di 17anni aggredì un gruppo di turisti da Hong Kong, ferendoli in modo grave. Fu ucciso da un poliziotto. Subito dopo arrivò un comunicato dell´Isisi che rivendicava l´attentato. Ieri non sono giunte rivendicazioni. L´ottobre scorso a Dresda, un siriano di 21 anni ha aggredito a coltellate una coppia di omosessuali, ne ha ucciso uno, e ferito gravemente il compagno. In aprile è stato condannato all´ergastolo, anche se data la giovane età la pena massima sarebbe stata di 15 anni. Ma in tribunale non si è pentito, e ha dichiarato che avrebbe ucciso ancora: erano due peccatori.