Prima l’omaggio al fascismo con il ’parco Arnaldo Mussolini’ a Latina, poi quello al nazismo. La nuova polemica nasce dall’idea di intitolare ad Adolf Hitler il piazzale dei Partigiani a Roma. Non è una fake news, ma l’allucinante proposta di Andrea Santucci, vigile del fuoco ed ex consigliere della Lega di Colleferro, il paese dell’entroterra romano dove fu ucciso a botte Willy Monteiro Duarte un anno fa. Schierandosi a favore della proposta del...

Prima l’omaggio al fascismo con il ’parco Arnaldo Mussolini’ a Latina, poi quello al nazismo. La nuova polemica nasce dall’idea di intitolare ad Adolf Hitler il piazzale dei Partigiani a Roma. Non è una fake news, ma l’allucinante proposta di Andrea Santucci, vigile del fuoco ed ex consigliere della Lega di Colleferro, il paese dell’entroterra romano dove fu ucciso a botte Willy Monteiro Duarte un anno fa.

Schierandosi a favore della proposta del sottosegretario leghista Claudio Durigon sul parco Arnaldo Mussolini, Santucci sostiene: "La storia non andrebbe cancellata o peggio coperta, trovo assolutamente corretto che quella piazza torni al nome originale. Se solo avessi il potere di farlo, anche piazzale dei partigiani a Roma ostiense mi piacerebbe che tornasse a chiamarsi ‘piazzale Hitler’". Roba da non credere. A parte l’inesistenza di un’intitolazione simile altrove, è indubbio che non si è mai chiamata così la piazza del quartiere romano di Ostiense, da anni protagonista delle celebrazioni del 25 Aprile.

La condanna più feroce viene dall’Anpi: "È intollerabile. Santucci deve essere incriminato per apologia del fascismo". Non transige nemmeno la sindaca, Virginia Raggi: "Roma è una città orgogliosamente antifascista. Non permetteremo mai una follia del genere". Anche la Lega è in forte imbarazzo per l’esternazione, i vertici preferiscono tacere, a parte il coordinatore del partito della provincia Roma sud, Tony Bruognolo, che si smarca: "Santucci non è iscritto alla Lega e quindi non parla a nome del partito, né lo rappresenta in alcun modo".

Ma la bufera non si placa, proprio perché la provocazione – se si può chiamare così – arriva nel pieno della polemica su Durigon, che vorrebbe cambiare nome al parco della sua città a Latina, oggi intitolato a Falcone e Borsellino.

Il centrosinistra continua a chiederne le dimissioni e nel frattempo si scalda per l’ammissione di Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra a Milano: "Non c’è nessun male a definirsi antifascista, però io non ho definizioni in questo senso: io non distinguo le persone tra fascisti e antifascisti", dice il pediatra che sfida Beppe Sala.

Inevitabile l’attacco del Pd. "C’è da rabbrividire", tuona Debora Serracchiani, capogruppo dem alla Camera, ricordandogli che "Milano è città medaglia d’oro per la Resistenza".