Un gruppo di studentesse fuori dalla scuola

Roma, 4 settembre 2018 - Caos sui vaccini, carenza di presidi e docenti, edilizia scolastica con criticità e personale amministrativo insufficiente. Il 5 settembre riprende l'anno scolastico, ma i problemi da risolvere non sembrano diminuire. Le cifre non lasciano scampo: manca un preside su sei e uno su quattro è 'a mezzo servizio', nel senso che è reggente di altre scuole. Servono segretari e bidelli (il Miur ne ha assunto 9.838, ma le segreterie sono al collasso) e nelle classi ci sono ancora 80 mila docenti precari. Nelle scuole superiori, di contro, si è già aperta la caccia ai professori di matematica e di sostegno, che mancano soprattutto al Nord, mentre ancora non è stato sciolto dal Governo lo spinoso nodo delle maestre diplomate, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che le ha escluse dalle graduatorie ad esaurimento. Insomma, la situazione non è per niente facile. Sotto accusa da parte del nuovo governo l'eredità della Buona Scuola, che il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti vorrebbe gradualmente smantellare.

IL CALENDARIO 2018-19 / Date d'inizio, fine, vacanze ed esami

I DIRIGENTI

Per quanto riguarda le scuole senza un dirigente, il ministro ha ricordato che l'ultimo concorso si è svolto nel 2011, e quindi, le oltre 1.700 reggenze sono il risultato di sette anni senza bandi. A inizio estate, è partito il nuovo concorso per i dirigenti scolastici (ne recluterà 2.425), le procedure sono lunghe, ma Bussetti assicura che i tempi saranno accelerati e che i neo presidi potranno prendere servizio dopo la prova orale, senza dover frequentare i quattro mesi di corso di formazione. In questo modo, potrebbero dare un po' di respiro ai dirigenti che si barcamenano in diverse scuole. "Siamo pronti a fare una legge da subito. Entro maggio – ha promesso Bussetti - avremo i nuovi dirigenti, la formazione la faranno in servizio". L'associazione nazionale presidi (Anp), però, sottolinea che attualmente i loro iscritti reggono fino a 10-12 plessi scolastici, anche territorialmente non vicini: significa che in alcune scuole si recano solo ogni 15 giorni.

GLI INSEGNANTI

Non sembra andare meglio sul fronte dei docenti. Le assunzioni in corso da parte del Miur sono 57.322, di cui 13.342 solo per le attività di sostegno. I sindacati rimangono scettici e, in particolare, la Gilda spiega che "la mancata approvazione delle graduatorie entro i termini stabiliti lascerà scoperte numerose cattedre e non consentirà di mantenere fede all'impegno assunto dal governo". E poi c'è il capitolo dirigenti amministrativi: 2.400 posti vacanti su poco più di 8.000 istituti. Bussetti ha affrontato anche il tema delle maestre con diploma magistrale, assicurando che "è previsto un concorso straordinario e che c'èun impegno preciso a risolvere la questione in tempi brevi".

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RIFORMA DELLA MATURITA'

Tra le riforme previste per il 2018-2019 c'è anche quella della Maturità, a partire da una nuova formula dell'alternanza scuola-lavoro. Bussetti, negli ultimi giorni, ha più volte annunciato che intende ridurre di circa la metà le ore di alternanza nei licei, mentre resteranno in numero superiore negli istituti tecnici dove i risultati sono stati più apprezzabili.

VACCINI

Il caos maggiore sembra essersi scatenato sul fronte dei vaccini. I presidi continuano a essere preoccupati dopo la circolare di luglio dei ministri dell'Istruzione, Bussetti e della Salute, Grillo, che consente a tutti i bambini di frequentare la scuola con una semplice autocertificazione. Non vogliono dover essere loro controllarne la veridicità. Bussetti ha messo in chiaro, in ogni caso, che "è la famiglia ad assumersi la responsabilità dell'autocertificazione e non i dirigenti scolastici". “Va ritirato l'emendamento che rinvia l'applicazione dell'esclusione della frequenza per i bambini non vaccinati: se passa, abbiamo per questo anno scolastico un rischio di insicurezza per la salute”, ha detto, oggi, sentito in audizione alla Camera, il presidente dell'Associazione presidi (Anp), Antonello Giannelli. “Ci sono 10mila bambini che non possono vaccinarsi per varie ragioni – ha poi fatto presente -. E assegnarli a classi particolari non è possibile. E' una forma di segregazione dei più deboli, che è qualcosa che ripugna il nostro ordinamento. Ma poi, al di là di questo aspetto deontologico, non si può fare a livello pratico: la scuola non è un reparto d'ospedale”.

EDILIZIA

E' una pagina problematica anche quella che riguarda la sicurezza delle scuole. “Molti nostri edifici in Italia non sono a norma, lo abbiamo visto anche durante il sisma - ha sottolineato Giannelli -. Ciò che crolla con una certa frequenza sono intonaci, calcinacci e parte dei controsoffitti. Chiediamo un emendamento nel quale si disponga un controllo a tappeto dei controsoffitti". Il rappresentante dell'Anp ha fatto presente che l'emendamento potrebbe rimandare a un regolamento in materia ricordando che nelle scuole lo "scorso anno c'è stato un incidente a settimana”. E a confermare le criticità su questo versante c'è il caso di Messina, dove l'anno scolastico è a rischio in circa 35 istituti “che non apriranno completamente finché non saranno in regola” spiega l'assessore alla Scuola, Enzo Trimarchi, con “circa 12.000 studenti delle scuole medie e superiori di Messina e provincia, su circa 40.000, che rischiano di non entrare in classe”. “I controlli – aggiunge - stanno proseguendo su circa 156 plessi scolastici, 51 dovrebbero aprire perché a norma ma circa 70 dovranno mettere in pratica una turnazione: ad ogni turno non più di 100 persone”.

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IL CALENDARIO DELLE REGIONI

I primi studenti a ritornare in classe, domani, e anche gli ultimi a lasciare i banchi, il 14 giugno prossimo, saranno i ragazzi della provincia di Bolzano. Il 10 settembre lezioni al via in Abruzzo, Basilicata, Piemonte e Friuli Venezia Giulia; il 12 settembre in Campania, Lombardia, Sicilia, Umbria, Veneto, Valle d'Aosta e nella provincia di Trento. In Molise si tornerà in classe il 13 settembre, nelle Marche il 15, in Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Sardegna e Toscana il 17 settembre, in Puglia il 20, ma i singoli istituti possono fare piccoli adattamenti nell'ambito del proprio Piano Triennale dell'Offerta Formativa. I primi ad andare in vacanza a giugno prossimo, invece, nonostante inizino quasi per ultimi, saranno gli alunni dell'Emilia-Romagna, con le lezioni che termineranno venerdì 7 giugno. L'ordinanza del ministro Bussetti fissa anche la data di inizio del prossimo esame di Maturità: la prima prova scritta è calendarizzata per il 19 giugno 2019, dalle 8 e 30. Gli esami conclusivi del I ciclo si svolgeranno nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2019, secondo i calendari definiti dalle commissioni. Le prove scritte a carattere nazionale Invalsi si dovranno tenere tra il 1 e il 18 aprile per gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di I grado e, tra il 4 e il 30 marzo, per gli studenti dell'ultimo anno della scuola secondaria di II grado.