LONDRA Il Regno Unito chiude tutto, per la terza volta. I contagi hanno numeri choc, da una settimana restano sempre sopra quota 50mila. Ieri il record di infezioni, 58.784, alimentato soprattutto dalle varianti del virus a diffusione accelerata individuate di recente, inglese e sud africana, in attesa che le campagne di...

LONDRA

Il Regno Unito chiude tutto, per la terza volta. I contagi hanno numeri choc, da una settimana restano sempre sopra quota 50mila. Ieri il record di infezioni, 58.784, alimentato soprattutto dalle varianti del virus a diffusione accelerata individuate di recente, inglese e sud africana, in attesa che le campagne di vaccinazione possano produrre gli sperati effetti immunitari a vasto raggio. Si tratterebbe in sostanza di un terzo lockdown generale dopo quello della primavera scorsa e quello di un mese imposto in Inghilterra da novembre fino al 2 dicembre scorso. Ma con l’aggiunta di una chiusura di tutte le scuole dell’Inghilterra, sia elementari sia secondarie, con il passaggio per le prossime settimane delle lezioni esclusivamente online da remoto. La serrata è già ripartita in Scozia. Nicola Sturgeon, primo ministro, si è detta "più preoccupata che a marzo" e ha indicato un confinamento di "3 o 4 settimane".

Per cercare di placare l’ondata del virus, da ieri nel Regno Unito si somministra anche il vaccino Oxford AstraZeneca, oltre a quello di Pfizer-BioNTech. La Gran Bretagna è il primo Paese ad utilizzare il siero, alla cui produzione ha collaborato anche un’azienda italiana. Il governo di Londra lo considera un punto di svolta perché economico e facilmente trasportabile visto che può essere conservato alla temperatura di un normale frigorifero. Da ieri, il vaccino viene somministrato da sei ospedali, sono 530 mila le dosi pronte per questa settimana. AstraZeneca ha promesso di mettere a disposizione due milioni di dosi a settimana da metà gennaio. Anche se Ema – l’agenzia europea del farmaco – frena e insiste: ci sono ancora aspetti da chiarire.