di Alessandro Malpelo La medicina fa progressi, con una novità importante in tema di vaccini per la prossima campagna influenzale. Parliamo di una soluzione sviluppata per assicurare una migliore protezione agli ultra 65enni, che rappresentano la fascia di popolazione considerata a maggior rischio di andare incontro alle più severe complicanze correlate all’influenza come polmonite, eventi cardio-vascolari e ictus. Dopo un’esperienza di utilizzo più che decennale negli Stati Uniti e in Canada nella sua formulazione trivalente, il primo vaccino quadrivalente ad alto dosaggio di Sanofi Pasteur ha ottenuto a maggio l’autorizzazione all’immissione in commercio anche in Italia. Il suo elevato dosaggio, con una quantità di antigene quattro volte superiore rispetto al vaccino...

di Alessandro Malpelo

La medicina fa progressi, con una novità importante in tema di vaccini per la prossima campagna influenzale. Parliamo di una soluzione sviluppata per assicurare una migliore protezione agli ultra 65enni, che rappresentano la fascia di popolazione considerata a maggior rischio di andare incontro alle più severe complicanze correlate all’influenza come polmonite, eventi cardio-vascolari e ictus.

Dopo un’esperienza di utilizzo più che decennale negli Stati Uniti e in Canada nella sua formulazione trivalente, il primo vaccino quadrivalente ad alto dosaggio di Sanofi Pasteur ha ottenuto a maggio l’autorizzazione all’immissione in commercio anche in Italia. Il suo elevato dosaggio, con una quantità di antigene quattro volte superiore rispetto al vaccino quadrivalente classico, garantisce superiorità in termini di efficacia e protezione come comprovato in diversi studi, in particolare in uno studio randomizzato su larga scala che ha coinvolto anche due centri italiani. Sarà distribuito già a partire dalla prossima stagione influenzale nelle Regioni che ne avranno fatto richiesta. "Si tratta del primo e unico vaccino quadrivalente antiinfluenzale ad alta immunogenicità indicato dai 65 anni di età – ha commentato Giovanni Checcucci Lisi, Responsabile Medico Sanofi Pasteur in Italia – conta su solidi dati clinici, inclusi numerosi studi osservazionali condotti nella popolazione. Siamo orgogliosi della rapidità con cui siamo riusciti a mettere a disposizione questo ulteriore importante strumento di prevenzione nel nostro Paese. Permetterà di ottenere una maggiore protezione in soggetti che, per il fisiologico fenomeno di immunosenescenza, hanno bisogno di uno strumento più specifico, a maggior ragione in previsione di una stagione influenzale come la prossima, in cui molto probabilmente circoleranno altri virus respiratori come il Sars-Cov-2. Ha dimostrato infatti non solo di prevenire l’infezione virale influenzale, ma anche un’efficacia superiore nel prevenire ospedalizzazioni negli anziani che corrono un rischio maggiore di complicanze, evitando anche eventi cardiovascolari e quadri di polmoniti spesso scatenati dal virus influenzale".

Pareri favorevoli in questo senso arrivano anche dai clinici. "Come Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova – ha scritto il professor Giancarlo Icardi, ordinario di Igiene all’Università di Genova – abbiamo partecipato, come centro sperimentatore italiano, al trial clinico autorizzativo europeo di questo nuovo vaccino. Abbiamo quindi contribuito al conseguimento di ulteriori evidenze scientifiche a sostegno di questo strumento destinato a migliorare la protezione della popolazione over 65 anni verso la malattia influenzale e le sue complicanze". In uno studio controllato randomizzato su larga scala, il vaccino ad alto dosaggio ha dimostrato di fornire un’efficacia superiore rispetto al vaccino antinfluenzale a dosaggio standard negli adulti di età pari o superiore a 65 anni. Questo studio ha valutato quasi 32.000 adulti di età pari o superiore a 65 anni nel corso di due stagioni influenzali negli Stati Uniti e in Canada. I risultati hanno dimostrato che il vaccino ad alto dosaggio ha prevenuto il 24% in più casi di influenza confermata rispetto al vaccino a dosaggio standard, a prescindere da quale fosse il ceppo influenzale circolante. Lo studio ha inoltre documentato un buon profilo di sicurezza del vaccino ad alto dosaggio. Numerosi studi – su più di otto stagioni influenzali con oltre 24 milioni di individui di età pari o superiore a 65 anni – hanno inoltre confermato la protezione superiore offerta dal vaccino ad alto dosaggio rispetto a quella dei vaccini a dosaggio standard contro le complicanze influenzali, come l’ospedalizzazione per polmonite (13,4%), per eventi cardio-respiratori (17,9%) e per tutte le cause (8,1% - l’impatto varia a seconda della stagione considerata).