21 gen 2022

Influenza aviaria, ecco cosa c'è da sapere. Cinque domande all'esperto

Dai rischi alla mappa dei focolai: le spiegazioni dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie

rita bartolomei
Cronaca
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Aviaria, la mappa in Europa al 18 gennaio (Istituto Zooprofilattico delle Venezie)

Roma, 21 gennaio 2022 - Influenza aviaria: 306 focolai da ottobre, 14 milioni di capi abbattuti, concentrati tra Veneto e Lombardia. Cinque domande a Calogero Terregino,  direttore del laboratorio di referenza europeo  (EURL) per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

Con una premessa: in questo momento la mappa dei focolai vede una nuova zona di grande espansione, "il sud ovest della Francia. Casi anche in Ungheria, Germania e Danimarca. Nel nord Europa la malattia colpisce molte specie, suscettibili di alta mortalità come oche e cigni".

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1. Perché il virus è concentrato in Veneto e Lombardia?

"Il rischio da settemnbre a marzo è molto alto soprattutto in quelle zone con una compresenza di aree umide, dove si concentrano durante l’inverno migliaia di uccelli migratori, e allevamenti domestici", chiarisce il direttore.

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2. I focolai sono ancora attivi?

"No, in questo momento sono estinti. Sicuramente i numeri dell'influenza aviaria di quest'anno non si vedevano dal 2000, quando in Italia e in Europa si verificò la più grande epidemia che si ricordi. La stima reale dei capi abbattuti potrà essere fatta solo dopo aver ricevuto tutte le informazioni esatte dalle  filiere coinvolte".

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3. Quali sono i rischi per l'uomo?


Chiarisce il direttore: "I rischi per l'uomo sono classificati come bassi.  L'aviaria ha le caratteristiche tipiche di un virus che colpisce gli uccelli. Nessuna evidenza di circolazione nell'uomo in Italia. In passato si sono verificati casi in Russia e in Nigeria,  per fortuna tutti asintomatici. Quello recente in Gran Bretagna si spiega con una persona che di fatto viveva a stretto contatto con animali malati".

4. Cosa provoca l'influenza aviaria?

"Gli animali domestici sono molto suscettibili e muoiono. Gli uccelli selvatici invece in parte trasportano il virus in modo asintomatico. Chiaramente questo comporta un rischio"

5. Cosa bisogna evitare?

"Naturalmente chi ha allevamenti intensivi o domestici se ha il sospetto che circoli la malattia deve prendere precauzioni di base, come indossare mascherina e guanti e avvisare subito l'Asl di riferimento".

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