Roma, 10 gennaio 2018 - Non rallenta l'epidemia di influenza stagionale e si avvicina al suo picco. Secondo il bollettino di InfluNet, dell'Istituto Superiore di Sanità, nella prima settimana del 2018 si registra ancora un aumento del numero di casi alimentato soprattutto dai giovani adulti e dagli anziani: 802mila i nuovi contagi in sette giorni, che hanno portato il totale dei malati a 2.997.000. Il livello di incidenza in Italia è pari a 13,11 casi per mille assistiti. La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un'incidenza pari a circa 28,5 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 15,1. In queste fasce di età si osserva un arresto o addirittura una diminuzione del numero di casi rispetto alla scorsa settimana. Ancora in aumento, invece, il numero di casi nei giovani adulti in cui l'incidenza è pari a 13,4 e negli anziani con 8,1 casi per mille assistiti. In tutte le Regioni italiane il livello di incidenza è pari o superiore a dieci casi per mille assistiti tranne in Friuli V.G., Veneto, P.A. di Bolzano e Sardegna.

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I livelli di incidenza di quest'anno sono piuttosto elevati: questo picco è stato raggiunto negli ultimi 12 anni solo due volte, nelle stagioni 2004-05 e 2009-10. Da segnalare anche che il picco sarà raggiunto con anticipo rispetto alle precedenti stagioni, quando arrivava grossomodo a fine gennaio, tranne proprio quella 2009-2010, quando il picco fu raggiunto addirittura a fine novembre. Quella era, però, la grande novità della cosiddetta 'Influenza A', per la quale nessuno era protetto.

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Ed è 'emergenza anziani' nei Pronto soccorso italiani a causa dell'influenza: "Stanno esplodendo e dal 31 dicembre stimiamo un aumento del 15-20% degli accessi anche per gli adulti e soprattutto per gli over-65, con un aumento notevole dei casi di polmonite tra gli anziani come complicanza della sindrome influenzale", dice il presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Francesco Rocco Pugliese. In queste ore, ha affermato all'Ansa, "la situazione si conferma grave: dal Nord al Sud, soprattutto nelle grandi città, i Pronto soccorso esplodono e ci sono pazienti in attesa nei corridoi e in ogni spazio libero. In alcune realtà delle grandi città, il numero delle persone in attesa nell'area del Pronto soccorso supera addirittura le 100 unità". Un ulteriore problema riguarda le barelle delle ambulanze: "In molti casi, specie nelle città, il paziente vi permane per mancanza di spazio al Pronto soccorso e dunque - sottolinea Pugliese - l'ambulanza non può ripartire".

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