di Valentina Reggiani Chiodi sull’asfalto, automobilisti minacciati, camionisti strattonati e costretti a intraversare i tir sotto la minaccia delle armi. Professionisti esperti, di quelli che non si fanno scrupoli e che, probabilmente, sono pure riusciti a mettere fuori uso le celle telefoniche della zona. Inferno di fuoco e paura ieri, intorno alle 20.30 sull’autostrada del Sole, all’altezza di San Cesario sul Panaro, nel modenese, all’altezza del chilometro 177. Due gruppi (per un totale di nove banditi) armati fino ai denti, pare a bordo di due diversi furgoni o comunque più mezzi hanno preso d’assalto un mezzo portavalori ma il colpo non è riuscito: nonostante...

di Valentina Reggiani

Chiodi sull’asfalto, automobilisti minacciati, camionisti strattonati e costretti a intraversare i tir sotto la minaccia delle armi. Professionisti esperti, di quelli che non si fanno scrupoli e che, probabilmente, sono pure riusciti a mettere fuori uso le celle telefoniche della zona. Inferno di fuoco e paura ieri, intorno alle 20.30 sull’autostrada del Sole, all’altezza di San Cesario sul Panaro, nel modenese, all’altezza del chilometro 177.

Due gruppi (per un totale di nove banditi) armati fino ai denti, pare a bordo di due diversi furgoni o comunque più mezzi hanno preso d’assalto un mezzo portavalori ma il colpo non è riuscito: nonostante l’inferno che i banditi hanno scatenato da quanto si apprende non sono poi riusciti ad aprire il furgone e si sono visti costretti a fuggire. Quello che invece hanno fatto i rapinatori è stato usare ogni mezzo, sparando probabilmente con mitra e appiccando incendi alle auto per bloccare il traffico e rallentare così i soccorsi e l’arrivo delle forze dell’ordine. Erano circa le 20.20 quando sono arrivate le prime chiamate ai vigili del fuoco che parlavano di esplosioni – almeno tre quelle sentite dagli automobilisti –, con lingue di fuoco e fumo nero visibile a chilometri di distanza. Poi piano piano la situazione è diventata più chiara: i malviventi hanno creato diversivi, tra Valsamoggia e Modena Sud ma anche 4 chilometri più avanti, dove è stato poi intercettato il portavalori al ponte 156, in direzione sud dell’A1.

Almeno quattro i mezzi dati alle fiamme, dopo aver costretto in alcuni casi gli autimobilisti a scendere sotto la minaccia delle armi. Ma la circolazione è stata bloccata dai banditi – che hanno seguito evidentemente uno schema quasi perfetto, studiato da tempo – su entrambe le corsie. Infatti i rapinatori hanno obbligato almeno due camionisti, minacciandoli e picchiandoli, a posizionare i propri mezzi di traverso per bloccare il traffico, togliendo poi loro le chiavi. Una volta fallito il colpo, tra il panico generale degli automobilisti in coda, i due gruppi di banditi sono fuggiti. Sul posto sono accorse immediatamente, oltre alle pattuglie della Polizia Stradale, insieme al dirigente Enrico Tassi, i colleghi della mobile, col il dirigente Mario Paternoster, i vigili del fuoco con diversi mezzi, i soccorsi meccanici e il personale della direzione di Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia. Alle 22.30 nel tratto interessato si registravano 4 chilometri di coda verso Milano e 2 verso Bologna.

Intanto ieri sera i banditi erano in fuga ed è scattata la caccia all’uomo, con gli elicotteri che hanno sorvolato a lungo il territorio. Fortunatamente non si sono registrati feriti: nonostante le decine di telefonate arrivate al numero unico di intervento; vigilantes e camionisti hanno rifiutato il trasporto. Fino a tarda sera l’autostrada è rimasta chiusa, con numerose richieste di soccorso da parte degli automobilisti bloccati sui mezzi che hanno in alcuni casi avvertito malori. Per questo è stata attivata la Protezione Civile che ha distribuito beni di primo conforto. Sul posto, oltre a pompieri e polizia anche 3 ambulanze del 118 e l’elisoccorso di Bologna. Al momento le indagini sono in corso: si tratterebbe comunque di un colpo pianificato da tempo. All’altezza di Valsamoggia sono state date alle fiamme altre auto per un totale di sei mezzi: un assalto che ha letteralmente diviso in due il paese.