23 feb 2022

L’inferno non esiste, parola di teologo. "E quelli di Gesù non erano miracoli"

Padre Maggi, volto noto della tv dei vescovi: "Basta prendere alla lettera la Bibbia, così la gente perde la fede"

giovanni panettiere
Cronaca
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Se l’affondo arrivasse da un indefesso mangiapreti, suonerebbe scontato. Ma, se è uno dei più popolari e apprezzati biblisti in Italia, a dichiarare che "la Bibbia è pericolosa e fa perdere la fede anziché suscitarla per come siamo ormai abituati a leggerla", allora la denuncia è da prendere sul serio e l’effetto sortito dirompente. Padre Alberto Maggi, 76 anni, volto noto per i suoi commenti ai Vangeli ai telespettatori di Tv2000 – l’emittente televisiva della Conferenza episcopale Italiana –, non ha paura a sottolineare che "l’inferno come luogo di dannazione eterna non esiste" e a precisare che "Gesù ha compiuto dei segni, non dei miracoli". Lo pensa e lo dice il religioso dell’Ordine dei servi di Maria che dalla sua annovera studi alll’École biblique di Gerusalemme, l’istituto più prestigioso al mondo per chi voglia approcciarsi alle Scritture con rigore scientifico, e un’esperienza quasi trentennale al timone del Centro studi biblici di Montefano, nel Maceratese.   Diciamo che ci vuole una certa franchezza nel definire pericolosa la Bibbia. "O forse basta l’esperienza sofferta di chi come me, formatosi in un ambiente famigliare razionalista, si è imbattuto in questo libro complesso che, inteso in forma letterale, risulta assurdo".   Addirittura? "Pensiamo a un episodio come quello raccontato in Marco 11 nel quale Gesù maledice una pianta di fico senza frutto, nonostante non fosse la stagione. O lui era uno scriteriato o l’evangelista gli ha fatto fare una brutta figura oppure c’è dell’altro".   Che cosa, padre Maggi? "Il fatto che che non sia possibile interpretare i Vangeli e, più in generale, l’intero corpus biblico senza tenere conto del contesto storico in cui sono stati scritti, dei generi letterari utilizzati e della portata simbolica di molti passi. Senza queste premesse, quelli che dovrebbero essere testi tesi a far credere diventano strumenti idonei ad ...

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