Paolo Giacomin I simboli contano e la presenza del presidente del consiglio, Mario Draghi, al Tecnopolo di Bologna e nel cuore del distretto ceramico modenese, è un simbolo di cosa serve all’Italia: industria e conoscenza. Manifattura e innovazione sono due dei tre pilastri dei capannoni 4.0. Il terzo è la sostenibilità, se non presta il fianco a quella facile, viziosa, pregiudiziale anti industriale...

Paolo

Giacomin

I simboli contano e la presenza del presidente del consiglio, Mario Draghi, al Tecnopolo di Bologna e nel cuore del distretto ceramico modenese, è un simbolo di cosa serve all’Italia: industria e conoscenza. Manifattura e innovazione sono due dei tre pilastri dei capannoni 4.0. Il terzo è la sostenibilità, se non presta il fianco a quella facile, viziosa, pregiudiziale anti industriale che con una certa frequenza fa capolino, tra ditini alzati e birignao. Il distretto ceramico modenese – dal quale esce il 90% della ceramica nazionale e nel quale lavorano oltre 50mila persone, direttamente o nell’indotto – è una delle eccellenze della manifattura italiana. Locomotive da export alle quali si devono i segnali di uscita dalla crisi innescata dal Covid-19: secondo l’Ufficio studi di Confindustria un "primo piccolo" aumento del Pil segnerà il secondo trimestre e aprirà a un "forte rimbalzo" nella seconda metà dell’anno. Scenario che consente qualch speranza sul fronte, drammatico, dell’occupazione.

L’altro simbolo è il Tecnopolo bolognese che ospiterà il centro meteo europeo. Sarà il cuore della Data Valley, offrendo una straordinaria capacità di calcolo e di elaborazione dei Big Data, e potenzialmente una calamita per le menti migliori che potranno cambiare il territorio, le città e la costruzione di nuova manifattura. Chiamiamola, per ora, industria della conoscenza, consapevoli che il saper fare, il bello e fatto bene orgoglio del made in Italy, sono stati uno straordinario trampolino di crescita, che rischia di arrugginire senza senza, ricerca, scienza, innovazione, finanza (pubblica e privata) e – alla pari, se non prima – formazione di nuove competenze. Il Pnrr – e i miliardi attesi come la manna – è il lievito, ma industria e conoscenza sono l’impasto del nostro Paese. La ripartenza è un sentiero stretto, ma Draghi dando alla manifattura il ruolo e l’orgoglio che merita, ha indicato che la strada è giusta Dando un’iniezione di fiducia dai capannoni di un distretto industriale e da un centro di ricerca.