Grafico di CoviTrends con Covindex e indice Rt
Grafico di CoviTrends con Covindex e indice Rt

Roma, 25 ottobre 2021 - Nuovi dati indicano che l'indice di contagio Rt ha superato 1. La stima si basa sui valori del Covindex, il parametro sovrapponibile all'indice Rt (che ha il vantagio di fornire informazioni più recenti, fino a 2 settimane in più) aggiornato dai ricercatori del sito CovidTrends con i nuovi casi positivi al Covid e i tamponi processati. L'indice di contagio è uguale a 1 invece nei calcoli degli esperti dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), che gestiscono il sito CovidStat.

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Giorgio Sestili, fisico fondatore della pagina Facebook 'Coronavirus-Dati e analisi scientifiche' ha commentato le nuove stime: "Adesso si tratta di capire se l'epidemia di Covid-19 sia in ripresa o meno". Secondo Sestili siamo di fronte a "una doppia dinamica": "Da un lato c'è il grande aumento dei test antigenici rapidi legati al Green pass, che fa sì che si trovino più casi tra gli asintomatici; dall'altra potrebbe esserci la ripresa dell'epidemia che vediamo dai test molecolari". 

Comunque il dato più rilevante riguarda il numero dei tamponi che sono triplicati rispetto al periodo precedete il 15 ottobre, giorno dell'entrata in vigore dell'obbligo del Green pass al lavoro. Un dato positivo per Sestili: "È chiaro che questo determina il fatto che abbiamo un monitoraggio epidemia molto più capillare rispetto a prima: sapevamo di avere casi che non trovavamo. E' come se prima guardassimo l'epidemia con una lente e ora lo facessimo con il microscopio".

Dai dati si evince, per esempio, che "nell'ultima settimana si è rilevato un aumento del 25% dei casi in Italia e l'effetto si vede anche nelle regioni, nella maggior parte delle quali stanno aumentando i casi".

Una situazione che "va monitorata in modo attento in quanto è probabile che nelle prossime settimane potremmo vedere un aumento dei casi, considerando l'arrivo dell'inverno e la diffusione dell'influenza", ha osservato il fisico.

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Il virus non è battuto, e circola molto dove le campagne vaccinali sono in ritardo, e dove bisognava partire prima con le terze dosi, come in Inghilterra. "In Italia possiamo essere cautamente ottimisti perché, anche di fronte di una ripresa dei contagi, bisognerebbe considerare che si parte da numeri dell'epidemia bassi, che oltre l'80% della popolazione è vaccinata, che si è cominciato a somministrare le terze dosi ai soggetti più fragili e che c'è il Green pass", ha concluso Sestili.

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