Roma, 2 aprile 2021 - Una buona notizia. Scende a 0.98 sotto la soglia d'allarme di 1 (range 0,87 - 1,11) il valore dell'Rt nazionale che la scorsa settimana era a da 1.08. L'incidenza dei casi Covid si attesta a 232 casi ogni 100mila abitanti contro i 240 della scorsa settimana. Ma è un quadro fatto di luci e ombre. "Sono undici le Regioni e province autonome con un Rt puntuale maggiore di 1", evidenzia la bozza del report Iss-ministero della Salute. Le Regioni sono: Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, valle d'Aosta e Veneto. "Tra queste, due Regioni (Campania e Valle d'Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3", aggiungono gli esperti. Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità: "la curva epidemica inizia a decrescere ma si tratta di una decrescita molto lenta".

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Sulla riapertura delle scuole Brusaferro  parla di "necessità" e "investimento", ma servono rigore e controlli. Rezza: "Fatichiamo a contenere le varianti. La brasiliana è concentrata nell'Italia centrale". E ha aggiunto riguardo alle varianti Uk e brasiliana: "Abbiamo visto molti focolai anche tra i bambini più piccoli e gli adolescenti".

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Bollettino sul Coronavirus del 3 aprile

L'indice contagio Rt Italia, regione per regioni: 

Abruzzo, 0.81
Basilicata, 1.15
Calabria, 1.33
Campania, 1.33
Emilia Romagna, 0.83
Friuli Venezia Giulia, 0.98
Lazio, 0.98
Liguria, 1.02
Lombardia, 0.89
Marche, 1.04
Molise, 1
Piemonte, 0.96
Provincia autonoma di Bolzano, 0.8
Provincia autonoma di Trento, 0.83
Puglia, 1.09
Sardegna, 1.18
Sicilia, 1.08
Toscana, 1.08
Umbria, 0.83
Valle d'Aosta, 1.52
Veneto, 1.12.



















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Oggi i nuovi colori delle regioni che, comunque, non potranno più tornare in giallo almeno fino a maggio, così come previsto dal nuovo nuovo decreto decreto Draghi che entrerà in vigore il 7 aprile (testo definitivo in Pdf). Veneto, Marche e Trento in zona arancione.

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Contagi e ricoveri

Ieri i dati della Fondazione Gimbe hanno evidenziato che nella settimana 24-30 marzo 2021, rispetto alla precedente, è stata registrata una nuova riduzione dei nuovi casi (141.396 rispetto a 150.181, pari a -5,9%) a fronte di un incremento del 4,8% dei decessi (3.000 rispetto a 2.878). Stabili i casi attualmente positivi (562.832) mentre sono in aumento del 2,8% i ricoveri con sintomi (29.231 rispetto a 28.428) e del 4,8% le terapie intensive (3.716 rispetto a 3.546).

Quadro confermato dall'Iss, secono cui in Italia il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è "complessivamente in aumento e sopra la soglia critica", è al 41% contro il 39% della scorsa settimana. E rimane alto il numero di regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: sono 14, contro le 12 della settimana precedente. E' inoltre ancora in salita e sopra la soglia critica anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale (44%).

E' in lieve aumento la percentuale dei casi di Covid rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti (34,4% contro il 33,8% della scorsa settimana). E mentre salgono i casi intercettati con le attività di tracciamento dei contatti, "sono in diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (49.186, contro i 53.837 della settimana precedente)", evidenzia l'Iss.

Le regioni a rischio alto

La bozza del monitoraggio Iss-MInistero della Salute indica che complessivamente il rischio epidemico si mantiene a livelli elevati con sei Regioni (Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Toscana e Veneto) che hanno un livello di rischio alto. Tredici Regioni o Province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui sette ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e una Regione (Basilicata) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno una classificazione di rischio basso. Le sette regioni "ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane" sono Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, la provincia autonoma di Trento e la Sardegna.

Preoccupano le varianti

Nel documento si segnala inoltre che la circolazione di varianti a maggior trasmissibilità è "largamente dominante nel Paese il che indica la necessità di non ridurre le attuali misure di restrizione". Inoltre, i dati di incidenza e trasmissibilità, "seppure in lieve decremento, uniti al forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi nelle aree a maggiore diffusione. Si ribadisce, anche alla luce della ormai ampia diffusione di alcune varianti, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche".

Brusaferro: curva decresce molto lentamente

Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, in conferenza stampa ha sottolineato che "nell'ultimo periodo la curva epidemica inizia a decrescere ma si tratta di una decrescita molto lenta". Una situazione comunque migliore di altre parti d'Europa: "In alcuni Stati anche vicini vediamo una intensificazione della circolazione. In quasi tutti i Paesi europei c'è stata una ripartenza" dei contagi. Brusaferro ha lanciato l'allerta per le terapie intensive: "I ricoveri sono ancora in crescita e destano preoccupazione i dati di saturazione al 41% di pazienti Covid delle terapie intensive", ma con la prospettiva positiva che "l'andamento delle vaccinazioni sta rapidamente crescendo". "La percentuale di focolai tra le strutture ospedaliere e le Rsa ha avuto una regressione molto netta, anche questo dovuto alla strategia vaccinale, con sanitari e Rsa tra le priorità". E infine ha chiarito: "L'età media di chi contrare l'infezione è stabile ed è intorno ai 40-50 anni ma il numero di nuovi casi tra operatori sanitari rimane basso, a conferma dell'efficacia delle vaccinazioni. C'è anche una decrescita dei casi tra gli over-80, sempre attribuibile alle vaccinazioni".

Riapertura scuole

La riapertura delle scuole per Brusaferro "è un investimento", ma servono rigore e controlli: "L'apertura delle scuole necessita di misure molto strette di controllo. L'incidenza ancora elevata mostra una tendenza a decrescere, possiamo immaginare di poter tenere questa situazione mantenendo contemporaneamente un rigoroso rispetto delle altre misure. Facciamo un investimento sulla scuola, che richiede grande attenzione in tutto il resto". 

Rezza: variante la brasiliana al Centro

L'epidemiologi Gianni Rezza in conferenza stampa ha parlato di varianti Covid: "La brasiliana ci preoccupa di più, non corre di più della variante Uk ma è concentrata nell'Italia centrale, con punte del 20%. Uno sforzo di contenimento di questa variante va fatto. Le misure riescono ad arginare in parte la corsa di queste varianti che pero fatichiamo a contenere". Rezza ha confermato il lento calo: "La situazione è in miglioramento ma l'indice Rt è ancora vicino all'1 e anche l'incidenza, che è in lieve diminuzione, è comunque elevata. E resta elevatissimo il tasso di occupazione in terapia intensiva, ora al 41%. Quindi ci sono dei segnali che ci dicono che da una parte l'infezione sta leggermente diminuendo ma dall'altro il carico sui servizi assistenziali resta pesante".

Rezza: "Varianti anche tra bambini di età scolare"

"Per quanto riguarda la variante Uk e brasiliana abbiamo visto molti focolai anche tra i bambini più piccoli e gli adolescenti, e ci sono dati umbri che mostrano incidenze molto elevate", ha confermato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute. "I bambini hanno in generale una espressività di malattia clinica minore, anche se non assente, ma se le nuove varianti possano comportare un aumento dell'espressività e gravità clinica non è assolutamente accertato. I bambini in età scolare possono arrivare a contarre per un 25% del totale della trasmissione secondo alcuni studi".

Rezza: seconda dose con stesso vaccino

Non a mix di vaccini: non ci sono ancora studi. Rezza assicura che in Italia la situazione vaccini garantisce a tutti una seconda dose con lo stesso siero, senza miscugli nei richiami, per ora, azzardati: "Sul richiamo con un vaccino diverso, gli inglesi con vari studi stanno valutando sul campo questa possibilità ma per ora non abbiamo dati da studi clinici, ma da qui a pochi mesi dovremmo averli. Per ora non abbiamo questo problema in Italia, perchè abbiamo abbastanza vaccini per fare i richiami con lo stesso vaccino come da protocolli".

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