Covid, operatori sanitari in ospedale (Ansa)
Covid, operatori sanitari in ospedale (Ansa)

Roma, 3 settembre 2021 - Come ogni venerdì, i dati del monitoraggio settimanale sul Covid all'esame della cabina di regia. Nel periodo 11-24 agosto 2021, l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0.97 (range 0.92-1.01), prossimo alla soglia epidemica ed in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente quando aveva raggiunto il valore di 1.01. E' la prima volta sotto 1 dallo scorso 16 luglio. Si osserva una lieve diminuzione anche dell'Rt basato sui casi con ricovero ospedaliero. L'incidenza è invece in leggero aumento a 74 casi per 100mila abitanti. L'occupazione delle terapie intensive cresce al 6%, da 504 a 544, quelle delle aree mediche al 7,3%, da 4.036 a 4.252.

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Sommario

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I livelli di rischio delle Regioni

Sono 17 le Regioni e Province autonome che questa settimana risultano classificate a rischio moderato, erano 10 la scorsa settimana. Le restanti 4 Regioni risultano classificate a rischio basso. Sette Regioni e Province autonome riportano allerte di resilienza. Spicca il caso della Sicilia, dove i nuovi casi di Covid-19 segnalati in settimana sono in crescita e pari a 9.771. Casi in crescita, nel trend settimanale, anche in Veneto: sono 4.217. Le Regioni a rischio moderato sono Sicilia, Veneto, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Puglia, oltre alle province autonome di Bolzano e Trento.

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Sicilia, Sardegna e Calabria

Sicilia, zona gialla da lunedì scorso, ancora con gli indicatori decisionali sopra soglia: 22,5% in area medica di pazienti Covid (contro la soglia del 15%) e 13,9% in terapia intensiva (contro la soglia del 10%). Scende l'incidenza di casi per 100mila abitanti: 190,4 contro 200,7. Sardegna al limite del 15% per l'area medica e intensive sopra il limite con il 13,2%, valori in salita ma incidenza in discesa (117,4 contro 148,5). Calabria 16,8% in area medica e sotto limite per intensive (8,9%), in crescita.

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Il quadro regione per regione degli indicatori

La prima colonna indica l'incidenza dei casi a 7 giorni per 100mila abitanti per il periodo 27 agosto 2 settembre; la seconda colonna il tasso di occupazione dei posti letto in area medica al 31 agosto; la terza colonna la percentuale di occupazione di posti letto in terapia intensiva (in base alle disposizioni del Dl n.105 del 23 luglio scorso) sempre al 31 agosto.

Abruzzo 52,6 / 6,7% / 4,0%

Basilicata 74,9 / 13,3% / 1,6%

Calabria 104,3 / 16,8% / 8,9%

Campania 56,0 / 9,8% / 3,1%

Emilia-Romagna 88,0 / 5,1% / 5,6%

Friuli Venezia Giulia 72,1 / 3,8% / 7,4%

Lazio 47,2 / 7,2% / 6,1%

Liguria 64,4 / 4,5% / 4,9%

Lombardia 38,1 / 5,5% / 2,9%

Marche 77,6 / 6,1% / 9,6%

Molise 41,1 / 4,5% / 0,0%

Bolzano 71,4 / 4,2% / 3,8%

Trento 43,3 / 4,8% / 0,0%

Piemonte 36,4 / 2,6% / 2,2%

Puglia 41,7 / 8,6% / 3,2%

Sardegna 117,4 / 15,0% / 13,2%

Sicilia 190,4 / 22,5% / 13,9%

Toscana 102,6 / 8,3% / 9,5%

Umbria 78,3 / 7,0% / 4,7%

Valle d'Aosta 16,9 / 0,0% / 0,0%

Veneto 92,9 / 3,3% / 4,9%

Variante Delta sfiora il 100%

La variante Delta si conferma predominante in Italia: lo rileva l'indagine flash dell'Istituto superiore di sanità relativa al 24 agosto che ha stimato una prevalenza nazionale pari al 99,7%. In Italia, inoltre, la predominanza della Delta è confermata negli ultimi 45 giorni: è stata infatti individuata nell'88,1% dei casi riportati al Sistema di Sorveglianza integrata, secondo i dati dell'ottavo bollettino Iss 'Prevalenza e distribuzione delle varianti di Sars-CoV-2'. Dal 17 luglio al 30 agosto, il numero di casi causati dalla Delta è ancora superiore al numero di segnalazioni per tutte le altre varianti monitorate. Nuovi casi sono segnalati in quasi tutte le province italiane. La variante Delta è caratterizzata da una maggiore trasmissibilità rispetto alla variante Alfa (tra il 40% e il 60%) e risulta associata ad un elevato rischio di infezione negli individui parzialmente vaccinati o non vaccinati.