"Occorre pianificare per tempo la profilassi, la popolazione in autunno va protetta alla luce della pandemia". Questo il tenore degli appelli di illustri virologi e farmacologi, che ripetiamo da mesi su queste colonne. Oggi scopriamo che le dosi destinate alla vendita in farmacia, e quelle da offrire ai lavoratori delle imprese, risultano di molto inferiori alle richieste. Tredici per ogni singolo esercizio commerciale. Così ogni giorno migliaia di disperati, nel timore di un ritorno di fiamma del Covid, si presentano a chiedere la vaccinazione antinfluenzale, disposti a sborsare di tasca propria quello che c’è da pagare, eppure vengono rimandati indietro...

"Occorre pianificare per tempo la profilassi, la popolazione in autunno va protetta alla luce della pandemia". Questo il tenore degli appelli di illustri virologi e farmacologi, che ripetiamo da mesi su queste colonne. Oggi scopriamo che le dosi destinate alla vendita in farmacia, e quelle da offrire ai lavoratori delle imprese, risultano di molto inferiori alle richieste. Tredici per ogni singolo esercizio commerciale. Così ogni giorno migliaia di disperati, nel timore di un ritorno di fiamma del Covid, si presentano a chiedere la vaccinazione antinfluenzale, disposti a sborsare di tasca propria quello che c’è da pagare, eppure vengono rimandati indietro a mani vuote.

"Abbiamo un milione e mezzo di persone che vorranno vaccinarsi e non potranno farlo – ha dichiarato Marco Cossolo, presidente Federfarma –, noi l’avevamo detto a luglio. Dovevano coinvolgerci prima in questo piano vaccinale". Ma perchè siamo arrivati a questo punto? L’Italia è rimasta indietro rispetto ai Paesi del nord Europa, che hanno anticipato per tempo la campagna acquisti. Al contrario tantissime Regioni, complice lo choc per il Covid-19, con gli uffici paralizzati o in telelavoro, hanno esitato a bandire le gare di appalto, le pubbliche amministrazioni sono andate avanti in ordine sparso nel comunicare gli ordinativi. Da Roma, le forniture disponibili sono state dirottate verso le categorie protette, mentre al libero mercato hanno lasciato le briciole: 250mila dosi, appena 13 vaccini per ognuna delle 19mila farmacie, avvertono gli addetti ai lavori.

Le industrie in questi mesi si sono prodigate in ogni modo per venirci incontro. Sanofi, Msd, Gsk, Sequirus hanno incrementato le produzioni di vaccini in vista di un aumento del fabbisogno, informando opportunamente i decisori. Solo che in Europa altre nazioni si sono mosse in modo da portare a casa i contratti migliori, ecco perché adesso si corre ai ripari. "Stiamo cercando all’estero le quote di vaccino antinfluenzale mancanti da distribuire in farmacia alla popolazione attiva che non rientra nelle fasce protette. Ci aspettiamo che venga recuperato così oltre un milione di dosi", ha precisato Cossolo alla Summer School di Motore Sanità. L’indicazione di andare a cercare dai grossisti oltre frontiera, ha aggiunto è contenuta del resto nell’intesa Stato-Regioni.

L’influenza è una malattia infettiva troppo spesso sottovalutata, si può confondere col Sars-Cov-2, e comporta ricadute negative in termini di ricoveri ospedalieri e calo della produttività. "Abbiamo oltre 17 milioni di dosi disponibili, la copertura vaccinale contro l’influenza risponde ampiamente al fabbisogno della popolazione italiana", assicura da parte sua il vertice dell’Agenzia italiana del farmaco, aggiungendo che c’è stato "un consistente aumento della disponibilità del vaccino per immunizzare le popolazioni a rischio". "Aifa si sta adoperando – afferma il direttore, Nicola Magrini – anche per prevenire ogni possibile criticità, potendo contare sulla collaborazione di Farmindustria, Assogenerici e dei loro associati". E il ministro Roberto Speranza cosa dice? "Con le farmacie stiamo lavorando nella direzione giusta per incrementare il numero dei vaccini disponibili nei loro esercizi". Ma il dicastero della Salute deve rinunciare a fare la parte dell’asso pigliatutto, la partita si gioca ora.