2 ott 2021

Incidenti sul lavoro 2021, il dramma: boom nei cantieri edili. "Già più vittime del 2019"

Sequenza drammatica in pochi giorni di cadute dall'alto

rita bartolomei
Cronaca
(DIRE) Bologna, 4 giu. - Sindacati in coro per dire "stop alle morti sul lavoro". Lo hanno gridato oggi in presidio Cgil, Cisl e Uil davanti alla Prefettura di Bologna. Un'iniziativa che fa parte di una campagna di pressione per presentare al Governo una proposta per finanziare formazione e consapevolezza sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso i fondi del Pnrr e quelli per la coesione sia europei che nazionali. Un appello che arriva all'indomani di altri due incidenti sul lavoro: ieri nel bolognese, ad Argelato, un operaio è rimasto ferito gravemente in un incidente con il muletto (e altri due episodi analoghi sono avvenuti a fine maggio); a Piacenza invece cinque operai che viaggiavano su un furgone sono morti dopo uno scontro con un tir. Per questo, dal palco di piazza Roosevelt, i sindacati lanciano la loro piattaforma nazionale per far sì che in quest'anno si pongano le basi "per arrivare a zero morti sul lavoro. Non ci accontentiamo di una percentuale, di un morto o due. Noi diciamo zero morti sul lavoro", sottolinea Giuliano Zignani, segretario della Uil di Bologna e dell'Emilia-Romagna.     "C'è da fare una cosa abbastanza semplice, investire sulla salute dei lavoratori e delle lavoratrici. Dobbiamo intervenire investendo in sicurezza, sull'Ispettorato del lavoro, sugli ispettori dell'Inps e dell'Ausl, e se necessario anche sulle Forze dell'ordine che devono controllare la salute e la sicurezza", è la ricetta di Zignani, che ricorda come dall'inizio dell'anno a oggi "in Italia sono morti oltre 310 lavoratori, in Emilia-Romagna con quelli di ieri 27. Una vera e propria strage".    Non basta il controllo, però. "Bisogna creare anche una cultura della sicurezza, che parta dalle scuole- aggiunge Maurizio Lunghi, segretario della Cgil di Bologna- per far sì che certi episodi non accadano più sui luoghi di lavoro". Gli fa eco Enrico Bassani, segretario Cisl area metropolitana bolognese: "Si parte dalla formazione, dal mettere in ordine i posti di lavoro, come logistica, come addestramento alle persone prima che inizino a lavorare, con un ciclo continuo di formazione durante l'attività lavorativa, con il rispetto dei contratti di lavoro dei turni e del benessere psicofisico". Un processo che "non è monocorde, richiede investimento anche di soldi, bisogna dirlo". Per questo il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, secondo i sindacati confederali, dovrà essere al centro delle proposte per i candidati sindaco, ora che si entrerà nel vivo della campagna elettorale.     "Quello che a noi preme è che chiunque si candidi e pensi al ruolo di una città abbia in mente il lavoro. L'auspicio è che chiunque pensi ad amministrare la città abbia in mente che questa sarà la priorità degli anni a venire", dice Bassani. Per il momento però, "si è parlato molto di cose che girano attorno al tema", lamenta Lunghi, che però si augura "che una volta deciso il candidato del centrosinistra si possa aprire un confronto vero di merito". In ogni caso, bisognerà "cominciare a parlare di progetti e di programmi- spiega Zignani- perchè non abbiamo ancora capito bene qual è il progetto dei candidati della sinistra, non abbiamo ancora capito bene qual è il progetto per la città del futuro. Io, la Uil chiede una cosa: al centro occorre mettere l'uomo non il profitto, la persona e non le multinazionali. Se ragioniamo in questa maniera avremo una città per i prossimi anni a misura d'uomo", conclude Zignani. Un appello, quello dei sindacati, accolto dai rappresentanti politici presenti. Al presidio infatti hanno partecipato anche gli esponenti Pd Marco Lombardo, assessore comunale al Lavoro, e il deputato Andrea De Maria. "Morire sui luoghi di lavoro è inaccettabile", chiarisce subito Lombardo. "Non ci si può muovere sulla dittatura dell'emergenza ma investire sulla prevenzione nelle aziende e nelle scuole, proprio perchè nessuno possa parlare di fatalità. Tutti e due i candidati devono impegnarsi, e so che saranno impegnati da questo punto di vista. E anche oggi il fatto che ci siano esponenti del Pd che sostengono diversi candidati (Lombardo sostiene Conti mentre De Maria Lepore, ndr) ma che sono in piazza, questo dimostra che su questo tema non ci possono essere divisioni".     Dello stesso avviso De Maria. "Non vorrei parlare di primarie, sono qua a sostenere questa battaglia. Sono convinto che tutto il centrosinistra, tutto il Partito democratico sarà in campo a sostegno di questa lotta per i diritti del lavoro ed è una grande priorità su cui tutti noi dobbiamo fare la nostra parte", chiosa il deputato. "Le morti sul lavoro sono oggi più che mai una priorità per tutte le istituzioni. Un dramma che si ripete ogni giorno. Le proposte che i sindacati stanno formulando unitariamente sono importanti e condivisibili. Nella iniziativa di governo e parlamentare sarà importante tenerne conto", aggiunge De Maria.   (Dav/ Dire) 17:22 04-06-2
Incidenti mortali sul lavoro, le proteste

Roma, 2 ottobre 2021 - "Nell’edilizia c’è un incidente mortale ogni tre giorni. Ad oggi, abbiamo già superato le vittime sul lavoro di tutto il 2019, per avere un confronto con un periodo non segnato dal lockdown. E mancano ancora tre mesi alla fine dell’anno. In questo periodo, contiamo 40mila cantieri in più". Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, manda avanti i numeri prima di cercare una spiegazione all’incalzare drammatico di incidenti di questi giorni. Colpisce la sequenza di cadute dall'alto. Gabriele Buia, imprenditore e presidente Ance - l'associazione nazionale dei costruttori edili - mette l'accento ad esempio sulla formazione, "ma dipende sempre, c'è  impresa e impresa". 

Le cadute dall'alto

L'incidente mortale di Opera (Milano) - dove il 1° ottobre un uomo ha perso la vita precipitando da 10 metri per il cedimento del tetto al quale stava lavorando - è solo l'ultimo di una serie.  Il 29 settembre a Roma un operaio 47enne è rimasto ucciso precipitando da un'impalcatura all'undicesimo piano. Nella stessa giornata, un 42enne ha perso  la vita a Mesagne (Brindisi) per il crollo di un solaio. Trauma polmonare e due vertebre fratturate invece per un operaio 57enne che è precipitato nel vuoto mentre stava applicando la guaina in una palazzina di due piani, sempre a Roma.  Il giorno dopo, 30 settembre, un muratore 56enne è morto cadendo da un'impalcatura ad Albinea (Reggio Emilia), dopo un volo di dieci metri.  Infine, un po' a margine: il primo ottobre un 55enne è rimasto ferito cadendo da un ponteggio nel Ferrarese. Era impegnato a verificare i lavori nel suo capannone.

Il sindacato

Per Genovesi "nell’edilizia da qualche anno abbiamo una maledizione. Appena c’è la ripresa del settore, aumentano gli infortuni. Adesso c’è un boom, anche grazie al 110 e al bonus facciate. Molte aziende sono nate proprio su questa spinta. Durante gli anni di crisi le imprese più grandi sono venute meno. I dati Ance di maggio 2021 ci dicono che il 90% delle aziende edili fattura meno di 500mila euro con 2,6 dipendenti. Molte per sopravvivere hanno dovuto ridurre gli investimenti, ad esempio in formazione. In molti cantieri  spesso si applicano  i contratti multiservizi o metalmeccanico, che costano meno.  Perché in quello edile, ad esempio,  sono obbligatorie 16 ore di formazione sulla sicurezza, ogni volta che parte un lavoro. Naturalmente ci sono tante imprese serie, ed è giusto parlarne. Ci sono cantieri modello. Per dire che non siamo condannati a una maledizione”.

L'Ance

Per Gabriele Buia, presidente Ance "le cause degli incidenti sono molteplici. Tra queste rientra la scarsità di attenzione da parte delle figure preposte alla tutela nei luoghi di lavoro, dal direttore lavori ai coordinatori della sicurezza in fase di progettazione e poi di esecuzione. Non solo. Ogni azienda deve prevedere un preposto per la sicurezza in ogni cantiere.  C’è poi da garantire la formazione, anche qui dobbiamo distinguere tra impresa e impresa. Ricordo che siamo l’unico settore industriale ad avere un ente dedicato alla sicurezza nei luoghi di lavoro in ogni provincia. Nella statistica degli incidenti conta naturalmente il momento di espansione, più cantieri si aprono e più alto è il rischio. Perché l’edilizia, al contrario di altri settori,  è un luogo di lavoro a rischio".

 

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