"Abbiamo perso la metà dei nostri ragazzi. Due settimane fa eravamo tutti assieme, nella festa del borgo. Nelle prossime ore incontrerò le famiglie. Non so come riuscirò a guardare questi genitori negli occhi". Alberto Bianco, 52 anni, ingegnere e insegnante, sindaco di Castelmagno, parla al telefono ieri a fine mattinata con la morte nel cuore. Tra dolore e rabbia. Quello della tragedia è un punto pericoloso? "Come tanti altri, una via sterrata, una pista da alpeggio dove passano i margari. Non si poteva certo andare forte, il fuoristrada avrà fatto i 15-20 chilometri...

"Abbiamo perso la metà dei nostri ragazzi. Due settimane fa eravamo tutti assieme, nella festa del borgo. Nelle prossime ore incontrerò le famiglie. Non so come riuscirò a guardare questi genitori negli occhi".

Alberto Bianco, 52 anni, ingegnere e insegnante, sindaco di Castelmagno, parla al telefono ieri a fine mattinata con la morte nel cuore. Tra dolore e rabbia.

Quello della tragedia è un punto pericoloso?

"Come tanti altri, una via sterrata, una pista da alpeggio dove passano i margari. Non si poteva certo andare forte, il fuoristrada avrà fatto i 15-20 chilometri orari".

Cosa può essere accaduto?

"Pensano a una distrazione, forse un animale, va’ a sapere... Anche se quella è una strada privata a me spiace, come Comune forse potevamo fare di più".

In che modo, sindaco?

"Potevamo investire di più nella segnaletica stradale. Magari non cambiava niente, però...".

Questo pensiero le pesa?

"Sì, mi sento in parte responsable. Lo dirò anche alle famiglie. Però provo anche rabbia. È ora che la smettiamo di pensare al traforo Sicilia, al ponte... Basta spendere miliardi così e poi nei comuni come il nostro, con 54 residenti e trasferimenti dallo Stato pari a zero, abbiamo quasi 30 chilometri di strade e non ci sono soldi per comprare i cartelli".

L’amarezza si aggiunge al dolore.

"Mi sarei incatenato davanti al Comune, a saperlo. Lo Stato invece di dare tanti redditi di cittadinanza a pioggia...".

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Cosa dovrebbe fare?

"Prendere qualcuno di questi beneficiati e mandarli a piantare paletti. Regaliamo soldi a pioggia, il più delle volte a dei pelandroni. A noi basterebbero 10-15mila euro tutti gli anni per tenere le strade ben segnalate. È una vergogna. Chiedi qualcosa e non c’è mai niente. Queste cose mi fanno veramente arrabbiare".

Ne ha fatto una battaglia.

"Faccio il sindaco gratis, anzi spendo del mio. T’impegni veramente per la comunità, perché ci credi. Ma quando dallo Stato non arriva un centesimo da investire per asfalto, parapetti, cartellonistica... Così è un’assurdità".

I montanari, sempre dimenticati?

"Siamo 54 abitanti su 15 chilometri quadrati. Qui vive gente che lavora, che darebbe l’anima per il territorio. Parliamo di Castelmagno ma è così su tutto l’arco alpino e per tanti borghi, trascurati. Pochi giorni fa mi sono battuto in Regione per avere soldi e sistemare il colle Fauniera".

Una delle scalate di Pantani.

"Ogni settimana lassù salgono 300-400 ciclisti. Temo sempre possa accadere qualcosa, sarebbe morte certa".

Il pericolo in luoghi di una bellezza commovente, basta scorrere le foto dei ragazzi morti per capire quanto amassero queste montagne.

"Erano andati a vedere le stelle, a due chilometri da casa. Stavano tornando, era mezzanotte. Non erano andati a bere, non stavano andando forte. Erano in gamba".

Dagli scatti sembrano bambini.

"I genitori sono grandi lavoratori, che mettono davanti a tutto la famiglia. Anche per questo sarà ancora più dura".